“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1, 49)

2017 - XXXII Giornata Mondiale dei Giovani

 

 
"Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera.
Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia".
 

Queste sagge parole, scritte da san Giovanni Crisostomo, ci riportano al significato della Quaresima che stiamo celebrando, come tempo di conversione e di apertura a Dio. Un rinnovamento totale del cuore per testimoniare che il cambiamento nella vita è possibile. In questo grande contesto liturgico, non a caso si colloca la GMG (Giornata Mondiale dei Giovani, istituita da Giovanni Paolo II). Infatti, con la croce di legno che consegnò loro, in occasione del Giubileo internazionale della gioventù e in prossimità della domenica delle Palme, volle sottolineare “l'amore del Signore Gesù per l'umanità, come annuncio che solo in Cristo, morto e risorto, c'è salvezza e redenzione”.

 Passo dopo passo, cammino dopo cammino, anche quest’anno siamo pronti a celebrare la XXXII GMG. Migliaia di giovani si ritroveranno, in occasione della domenica delle Palme, per vivere una giornata di gioia e di preghiera sul tema: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1, 49). Questo è il primo tema, dei tre scelti da Papa Francesco, per il percorso triennale delle Giornate Mondiali dei Giovani, - XXXIII GMG, 2018: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1, 30) e XXXIV GMG, 2019: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1, 38) - che culminerà nella celebrazione internazionale dell’evento, in programma a Panama per il 2019.

Papa Francesco invita i giovani di tutto il mondo, a seguire questo percorso di preparazione e approfondimento, a prendere come modello Maria, la Madre di Gesù richiamando al tempo stesso l’immagine di una gioventù in cammino animata dalle tre virtù teologali: fede, speranza e carità. Un itinerario di fede che si sposa alla perfezione con quello vissuto e testimoniato dalla beata Chiara ‘Luce’ Badano. Il suo amore a Maria, che invocava come mamma, è stato fondamentale per abbandonarsi al disegno di Dio: «…ti chiedo la forza per non mollare mai..». Allo stesso tempo, Chiara rispecchia l’immagine di una giovane, sempre in cammino, attenta e amorevole anche nei confronti di altri giovani: «Io non devo dire di Gesù, ma devo darlo con il mio comportamento».

Con la beatificazione, Chiara è considerata, come il beato Pier Giorgio Frassati, la “santa dei giovani”. I frutti di questa splendida testimonianza donano luce, fede, speranza, forza… a quanti continuano ad invocarla e a sentirla amica, consigliera, sorella, compagna di viaggio. Molti hanno sperimentato la certezza, come affermava Mons. Livio Maritano, Promotore della Causa di canonizzazione che lei: "… fosse una ragazza veramente impegnata nella sua graduale santificazione, nell’apostolato che svolgeva, nella testimonianza di fede incrollabile - fiducia incrollabile in Dio!".

 A distanza di ventisette anni dalla sua morte, cosa dice oggi Chiara ai giovani che si preparano a celebrare la XXXII GMG? Credo che la risposta migliore la ritroviamo nuovamente nella testimonianza di Mons. Maritano: "dice l’attualità dei valori per i quali è vissuta. Ecco un’espressione sua: «I giovani sono il futuro; io vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi, perché la vita è una sola e vale la pena di spenderla bene»". Prosegue il vescovo: "Questa può essere una bella testimonianza per animare i giovani a santificare il tempo dello studio, come il tempo del gioco, e dello sport, in unione con Gesù; tutto questo dà un senso di gioia, di apertura alla vita e di apertura alla Vita soprannaturale".

Dio ha operato grandi cose nel percorso umano e spirituale della giovane Chiara Badano. Facciamo tesoro dei suoi insegnamenti con l’augurio che, come scritto nella Positio dal Relatore della Causa fra Cristoforo M. Bove: “Possa continuare ad illuminare e orientare le speranze e gli orizzonti di tanti giovani, che guardano a lei, come ad un modello luminoso di fede, capace di dare senso e spessore cristiano alla sofferenza e al dolore”.

Negli ultimi tempi della malattia, Chiara lasciò un messaggio agli amici in partenza per la GMG a Santiago di Compostela: «Voi andate, io sarò là con voi: io la materia ce l’ho [il mio dolore]!».

Facciamo nostre queste parole e sentiamola amica, compagna di viaggio.

Nina S.