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Ottobre, mese missionario e festa liturgica della beata Chiara Badano

«Il mondo ha bisogno del Vangelo di Gesù». È quanto afferma Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale “La missione al cuore della fede cristiana” che sarà celebrata il prossimo 22 ottobre. Nel testo, il Pontefice ricorda il potere trasformante del Vangelo ed esorta a far crescere “un cuore missionario”: “…la Chiesa è missionaria per natura; se non lo fosse, non sarebbe più la Chiesa di Cristo, ma un’associazione tra molte altre, che ben presto finirebbe con l’esaurire il proprio scopo e scomparire”.

Ottobre è anche il mese più amato da Chiara. Ricorda momenti di festa in famiglia. Giungerà ancora, in questo mese dai colori dorati, il suo «dies natalis» e, come tanto spera, in un giorno dedicato alla Madonna che verrà a prenderla, la terrà per mano e la condurrà in cielo da Gesù.

Un nuovo particolare: con la sua beatificazione la Chiesa ha scelto come data per il ricordo liturgico proprio il 29 ottobre!

In questo mese missionario, come non ricordare quanto da molti anni sta avvenendo nel suo nome in Bénin? Lei, che fin da piccolissima amava l’Africa, che aveva scelto con determinazione di compiere gli studi classici per accedere alla facoltà di medicina e recarsi in quel Paese per curare i bambini ammalati, vi è ormai giunta pienamente. Sì, Dio non distrugge i sogni umani se nascono dall’amore incondizionato, neppure con la morte. E Chiara opera in quella nazione e compie meraviglie stimolando noi stessi a pensare a chi non ha nulla e attende con fiducia i mezzi per vivere dignitosamente e credere nel domani.

Il disegno di Dio ci viene svelato anni dopo, quando a Mons. Livio Maritano, viene chiesto di iniziare un’opera in Bénin, nel nome di Chiara Badano. Nel “casuale” incontro con mons. Assogba, allora arcivescovo di Cotonou, si scopre che il denaro da lei ricevuto in dono e inviato tramite un volontario in Africa, è giunto proprio in quel luogo dove, il 29 ottobre 1999, è stato realizzato il "Il Centro Chiara Luce Badano", a favore di bambini poveri, orfani o abbandonati. Il tempo vola veloce e in questi anni, goccia a goccia, con le offerte di chi ha voluto contribuire a dar vita al “sogno” di Chiara si è giunti a costruire un dispensario, due case-famiglia, le scuole, la chiesetta e una parrocchia (le prime nel mondo intitolate a lei), un piccolo ospedale, il reparto maternità e l'allestimento delle sale ambulatoriali e di degenza, le adozioni a distanza…

L’opera prosegue e deve proseguire perché non si possono abbandonare i poveri, gli ultimi, i piccoli; i bambini che si sentono con orgoglio “i bambini di Chiara Luce”. Può costare sacrificio ma, nel nostro caso, il sorriso di questi bambini ricompensa ampiamente le nostre rinunce e ci colma il cuore di gioia, la stessa gioia che provava Chiara nel dimenticare se stessa e nel divenire totalmente dono: «Io non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare... Ho ancora il mio dolore e quello posso offrire...».

Ho avuto la gioia, e la grazia, di “vivere” -dal 23 ottobre al 7 novembre 2016- con i bambini e la popolazione beninese, insieme al vescovo Mons. Nestor Assogba e alla sua comunità. Povertà estrema, ma tanto, tanto amore. Liturgie meravigliose, preparate accuratamente; fede profonda e rispetto per Dio e per chi lo rappresenta. Quale lezione per noi... Popolazione buona, mite che purtroppo viene aiutata in minima parte; desiderio di «crescere». Il nostro dare è solo una piccola goccia, ma goccia dopo goccia si forma l'oceano. «Mamie non andar via, ritorna...», gridavano i piccoli (e non); col cuore sono lì e, come vorrei aver potuto fare di più. Sicuramente si potrà fare di più: ci aiuti Chiara così venerata e invocata.

Alcuni dei momenti più salienti del viaggio missionario nel Bénin condivisi in un filmato. Clicca sul link: Viaggio missionario nel Bénin

Mariagrazia Magrini