Progetto Bénin 

 

 

 

 

 

 

Il disegno di Dio ci viene svelato quando a Mons. Livio Maritano, allora vescovo di Acqui e promotore della Causa di beatificazione di Chiara Badano, viene chiesto di iniziare un’opera in Bénin, nel nome di Chiara Badano.

Nel “casuale” incontro con Mons. Assogba, allora arcivescovo di Cotonou, si scopre che il denaro che Chiara ha ricevuto in dono in occasione dei  diciotto anni e inviato tramite un volontario in Africa"Io ho tutto", è giunto proprio in quel luogo dove, il 29 ottobre 1999, è stato realizzato il "Il Centro Chiara Luce Badano", a favore di bambini poveri, orfani o abbandonati.

Il tempo vola veloce e in questi anni, goccia a goccia, con le offerte di chi ha voluto contribuire a dar vita al “sogno” di Chiara si è giunti a costruire un dispensario, due case-famiglia, le scuole, la chiesetta e una parrocchia (le prime nel mondo intitolate a lei), un piccolo ospedale, il reparto maternità e l'allestimento delle sale ambulatoriali e di degenza, le adozioni a distanza…

L’opera prosegue e deve proseguire perché non si possono abbandonare i poveri, gli ultimi, i piccoli; i bambini che si sentono con orgoglio “i bambini di Chiara Luce”.

Può costare sacrificio ma, nel nostro caso, il sorriso di questi bambini ricompensa ampiamente le nostre rinunce e ci colma il cuore di gioia, la stessa gioia che provava Chiara nel dimenticare se stessa e nel divenire totalmente dono: «Io non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare... Ho ancora il mio dolore e quello posso offrire...».

 

 

 

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