Chiara Badano: Testimone dell’Amore più grande

«L'Amore più grande» (Gv 15). Questo è il motto scelto da Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino e Custode Pontificio della Sindone per l’Ostensione 2015. L'Ostensione prenderà il via domenica 19 aprile con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Custode con i vescovi del Piemonte. "Il motto scelto – ha dichiarato Mons. Cesare Nosiglia - indica proprio il cuore di quello che la Sindone ci mostra attraverso questo corpo martoriato, attraverso questo volto che ci guarda e ci invita ad amare il Signore e ad amare tutti. La Sindone ci parla di Gesù Cristo e questa è la cosa più importante. Il racconto che il Telo ci propone, dal suo silenzio, è una grande occasione di catechesi".

Una particolare attenzione è dedicata a due categorie di persone: ai giovani e ai malati: "Perché quest’Ostensione si svolge nel Bicentenario della nascita di Don Bosco che proprio per loro ha speso tutta la sua vita; - scrive don Roberto Gottardo, Presidente Commissione Diocesana Sindone nella guida Pellegrini alla Sindone 2015 - e ai sofferenti, perché l’immagine della Sindone è l’immagine di un Uomo che ha sofferto". Un’attenzione particolare che si snoda attraverso un percorso di testimonianze e riflessioni. E’ stato creato, infatti, un itinerario di fede che raccoglie delle brevi biografie spirituali illustrate da pannelli fotografici, di alcuni dei molti santi di Torino e del Piemonte che hanno testimoniato con la loro vita l’Amore di Dio per l’umanità.

Tra questi, in totale quattordici, rientra la beata Chiara Badano. Sappiamo come Chiara fin da piccola era rimasta conquistata dall’amore del Crocifisso ed è convinta che se si rifiuta la sofferenza, l’umiliazione o il sacrificio, non si ama veramente. Per amare davvero Gesù, si deve condividere con lui "tutto".

Ogni difficoltà diviene per lei fonte di gioia e ci riesce grazie all’unione abituale con Gesù: «Offro tutto: i miei fallimenti, i dolori e le gioie a Lui, ricominciando ogni qualvolta la Croce fa sentire tutto il suo peso». Per Chiara, come per tutti i santi, Dio è padre; un padre che sa attendere; che non si arrende e non vuole perderci. Un padre che ci ama di un amore infinito e al quale Chiara ha donato se stessa con un’esplosione d’amore: «Ogni momento è prezioso e quindi non va sciupato e, se vissuto così, tutto acquista un senso. Tutto viene ridimensionato, anche nei momenti più terribili, se offerto a Gesù. Pertanto il dolore non va perduto, ma acquista un senso divenendo offerta a Gesù».

L’augurio della Postulazione è che la testimonianza di vita e di fede della beata Chiara Badano, così come quella di tutti i "testimoni dell’Amore più grande", dia forza e vigore ai giovani, ai malati e ai sofferenti, ai tanti pellegrini che si recheranno a Torino. Possa ognuno riscoprire il senso della speranza, di una vita piena e di cosa significhi essere cristiani oggi per donarsi totalmente e con gioia "All’Amore più grande".

 

Foto in alto: Mons. Livio Maritano, Promotore della Causa di canonizzazione della beata Chiara Badano, mentre bacia il Sacro Lino (ottobre 1978) durante l'Ostensione solenne realizzata in occasione del quarto centenario del trasferimento della Sindone da Chambéry a Torino.