L’omelia del vescovo Micchiardi

Questa l’omelia del vescovo mons. Pier Giorgio Micchiardi, Vescovo della Diocesi Acqui per le esequie di mons. Livio Maritano, vescovo emerito di Acqui

Saluto tutti, in particolare Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiose, fedeli, parenti ed amici.

Carissimi,

1) Così scrive papa Francesco nella Lettera enciclica “Lumen fidei” (n. 49): “Come servizio all’unità della fede e alla sua trasmissione integra, il Signore ha dato alla Chiesa il dono della successione apostolica…”. La garanzia della connessione con l’origine è data dunque da persone vive, e ciò corrisponde alla fede viva che la Chiesa trasmette. Essa poggia sulla fedeltà dei testimoni che sono stati scelti dal Signore per tale compito. L’apostolo Paolo (nel discorso di addio ai cristiani di Efeso) testimonia di aver compiuto l’incarico affidatogli dal Signore di annunciare tutta la verità di Dio. Nel brano della Lettera ai Filippesi, che è stato proclamato nella prima lettura, Paolo specifica che ha compiuto l’incarico della diffusione del Vangelo con la cooperazione dei cristiani di Filippi (1,5).

Il brano della “Lumen fidei” e le espressioni dell’apostolo Paolo nella citata sua Lettera si addicono molto bene al momento che stiamo vivendo: l’ultimo saluto al Vescovo Mons. Livio Maritano. Infatti mettono in evidenza il ministero del Vescovo. Bellissima, al riguardo, l’espressione: “La garanzia della connessione con l’origine è data dunque da persone vive…, da fedeli testimoni scelti dal Signore per tale compito”. Ministero, quello del Vescovo, che è al servizio della comunità. Comunità che non è solo un recettore passivo, ma un insieme di persone corresponsabili nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo. E noi che ci siamo riuniti, questa mattina, attorno ai resti mortali di Mons. Livio, siamo la comunità che, guidata dalla sua fedele testimonianza, ha collaborato con lui nella diffusione, nella difesa, nel consolidamento del Vangelo.

Pur nella sofferenza del distacco da tale guida, ringraziamo il Signore di avercela data e ringraziamo pure per il fatto che tale guida ci ha coinvolti nel ministero dell’annuncio e della testimonianza del Vangelo.

2) Nel suo scritto ai cristiani di Filippi l’apostolo Paolo esprime ai destinatari della sua lettera l’amore che nutre per loro: “Dio mi è testimonio del profondo affetto che ho per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù” (1,8). Mons. Maritano, lo posso attestare, ha sempre amato questa Chiesa particolare che è in Acqui, anche dopo che ne è diventato Vescovo emerito. Quando ci vedevamo sempre esprimeva, in modo molto discreto, secondo il suo stile, il desiderio di conoscere notizie circa la vita della Diocesi. Ora, da presso il Signore, preghi per noi, affinché, come scrive l’apostolo, “possiamo portare a compimento l’opera buona intrapresa sotto la sua guida e perché possiamo arricchirci in carità e possiamo distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo” (1, 9 e 10). 

3)La morte, specialmente la morte di una persona cara, ci pone sempre molti interrogativi: “che sarà di questa persona dopo la morte? Come sarà l’aldilà?”. La fede assicura che, quando non resta più niente, Dio rimane; che dopo la morte non ci sarà una voragine che inghiotte la vita, ma la casa di Dio; non il buio, ma la luce; non un mare tempestoso, ma il porto dove felicemente attraccare: “Non camminiamo dalla vita verso la morte, - ha detto papa Francesco -, ma dalla morte verso la vita piena, definitiva. La morte sta alle spalle, non davanti a noi”. L’avvenimento della trasfigurazione di Gesù, di cui ci ha riferito il brano di Vangelo, è stato, per gli apostoli presenti sul monte, l’assaporare un anticipo della vita piena e definitiva. Dopo sono ritornati alla normalità ed hanno anche dovuto imparare che per giungere alla gloria è necessario passare attraverso la prova e la croce.

Di fronte alla bara di Mons. Maritano e aiutati dall’episodio della trasfigurazione di Gesù, rinnoviamo la nostra fede nella risurrezione finale della carne e nella glorificazione che, in Cristo risorto, ci attende. Mons. Livio ha già compiuto il passo verso la gloria e chiediamo, per lui, al Signore, la pienezza della vita, subito. Signore, questo ti chiediamo per il nostro caro Vescovo Livio, in considerazione del fatto che egli ha compiuto fedelmente il compito da te affidatogli di annunciare “tutta la volontà di Dio, volontà che egli ha cercato, con gioia, di poterla compiere in pienezza”.

Termino con una preghiera scritta da un monaco e che si addice bene a Mons. Livio: “Perché tu ci ami, verrò verso di te, mio Dio, e tu mi mostrerai il tuo volto. Verrò verso di te con il mio sogno più folle: portarti il mondo fra le braccia. Verrò verso di te e griderò: Padre! Ho cercato di essere un uomo. Ora so di essere tuo figlio”. Amen.