La gioia del Natale porti tanta serenità
alle vostre famiglie e al mondo intero.
Buon Natale e felice Anno Nuovo!
 

Il Natale

 

Quando del Natale fosse fatta emergere la potenzialità evocativa che reca con sé come nostalgia di una innocenza perduta, di una fratellanza smarrita, di una solidarietà di tempi andati e rivisitati, non sarebbe detto tutto né le luminarie, i raduni famigliari, gli scambi di regali e i bambini protagonisti non fanno giustizia dell'evento e non colgono il nucleo infuocato che ha fatto breccia in una umanità smarrita e dispersa.

 

 

Quel fuoco portato dalla nascita di Gesù, capace di bruciare le sostanze tossiche di guerra e riscaldare la buona volontà degli uomini amati da Dio è racchiuso nella narrazione della fede cristiana: "Per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dal cielo". Si è incarnato. Ha reso il nostro essere di carne ferito per il continuo cedere alla tentazione di ogni sorta di male, capace di nuovi percorsi, nuovi orizzonti che si saldano in una nuova ed eterna alleanza con Dio.

Noi uomini di oggi, nipoti di un pensiero che si è creduto illuminista e illuminante abbiamo creduto "buona" la natura dell'uomo sacrificando la sua libertà di bene, ma anche di male. Senza Dio ab-biamo dovuto imparare ad autogiustificarci.

Il male che emerge prepotente nella storia, nella società, nei rapporti umani in termini di interessi (bene?) di qualcuno ci mette in stato di difesa ricacciandoci in un individualismo inerme, concedendoci che così sia e debba essere il vivere. Per questa strada la fede, quel "per noi" non ci interpella più. Incapaci di farci carico, perdiamo la "buona volontà" e a Natale ci rituffiamo ipocritamente nella nostalgia. Senza una reazione che il Natale porta con sé, uno scatto verso la coscienza che se anche inclinati verso ciò che è male o non è bene, l'uomo non è corrotto a tal segno che l'unico rimedio per l'avvilente esperienza di peccato possa essere una fede ancora più forte, egli, ognuno di noi è libero perché liberato. "È apparsa la Grazia" che ci restituisce zelanti nel bene.

Riflettevo dunque sull'Incarnazione di cui il Natale è l'inizio e noi la continuità e andavo con il pensiero ai giovani di oggi, emarginati o blanditi ai quali presentiamo un cristianesimo facile per gente naturalmente buona, senza il coraggio di dire la verità: non siamo naturalmente buoni, siamo liberi e con Colui che è venuto per noi, capaci di bene. Bisogna accettare di "diventare".

E la mente corre a Chiara "Luce", alla testimonianza di non incarnarsi dove arto il sogno giovanile non aveva preventivato, dove la libertà era impegnata in un compito che indicava una salita verso una realizzazione di santità che marcava un tempo breve. In quel tempo e spazio ha saputo diventare zelante nel coinvolgere tanti coetanei. E continua ancora. Era apparsa la "Grazia". La sua adolescenza si è fatta culla per quel "Bambino" che crescendo in lei l'ha preparata ad essere 'sposa' di Colui che è venuto per fare della vita, lunga o breve, un fidanzamento che sfocia nella festa delle Nozze eterne.

 
 "È apparsa la grazia di Dio
che porta salvezza a tutti gli uomini
e ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani
e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà,
nell'attesa della beata speranza
e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi
per riscattarci da ogni iniquità
e formare per sé un popolo puro che gli appartenga,
pieno di zelo per le opere buone. (Tt 2, 11-14)
 

Don Ezio Stermieri