Dio-Trinità-Misericordia

È l’anno appena concluso, anno giubilare della Misericordia con la Porta chiusa alle spalle e noi in uscita per vivere le opere spirituali e materiali della misericordia imparate nell’ascolto di Mt 25 e nella prassi della Chiesa.

É il Vangelo di Luca che per un anno ci ha guidato nell’andar dietro a Gesù che sale a Gerusalemme per rendere visibile e sperimentabile quanto Dio misericordioso si sia chinato su di noi per darci futuro.

È la memoria del Natale che ancora una volta ci indica la strada del Presepe per mostrarci come Dio manifesti la sua gloria dando speranza agli ultimi, anche a noi dunque, se con i pastori decidiamo: andiamo a Betlemme... che ci spinge ancora una volta all’invito: lasciamoci pervadere dallo Spirito di Dio-Trinità che è misericordia!

Se poi ci domandiamo dove e come Dio si sia mostrato misericordia, la risposta è semplice e risaputa: nella sua nascita e nella sua morte e risurrezione. Siamo così portati al cuore della nostra fede, speranza e carità.

Nella incarnazione l’amore di Dio raggiunge il suo punto più profondo.

Là dove eravamo in partenza sconfitti, nel nostro essere di carne con la sua precarietà e debolezza, con tutto ciò che ne deriva di paura reciproca, di sopraffazione, di inimicizia, guerra... egli ci apre con il suo esempio di vero uomo al dono della pace e con la sua grazia di vero Dio ad un umanesimo nuovo, universale.

 

D’ora in poi il mondo non si dividerà più in amici e nemici, ma in Lui ci scopriamo e diventiamo fratelli.

Se misericordia ha l’intrinseco significato di non chiudere in un presente di giustizie ingiuste, nel Natale ogni uomo è aperto alla buona volontà di un nuovo futuro.

Nella Pasqua poi la misericordia raggiunge il suo vertice.

Risorgendo dai morti Cristo ci unisce al suo destino accanto al Padre per un futuro eterno dove ogni lacrima sarà tersa, dove ogni gesto di amore, anche il più piccolo, un semplice bicchier d’acqua, diventerà futuro di eternità in Dio pienezza di amore.

Allora loderemo e canteremo alla Misericordia che ci ha chiamati alla vita, ci ha infuso nel cuore la speranza, ci ha resi misericordiosi, capaci di un cuore che dà futuro.

Non c’è santità, non c’è santo che abbia raggiunto questa beatitudine, che non abbia lasciato traccia, esempio di misericordia e che non abbia superato le prove della vita confidando in quella Vita che, lo dice Gesù, vince il mondo e, fin d’ora, ci congiunge con lo sposo: Dio -Trinità - Misericordia.

Don Ezio Stermieri