Sempre sì”: la vocazione di Chiara Badano

 

“Questa è anche la nostra missione: essere unti dallo Spirito e andare verso i fratelli ad annunciare la Parola,
diventando per essi uno strumento di salvezza”. Papa Francesco
 
 

 

“Sospinti dallo Spirito per la missione”. E' questo il titolo del Messaggio di Papa Francesco per la 54° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che si celebra in tutto il mondo domenica 7 maggio 2017.

 

 

Nel sussidio pastorale “Rotte di navigazione”, proposto dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni, sono state tracciate delle proposte di riflessioni per aiutare adolescenti e giovani a vivere un percorso di fede e testimonianza con l’esempio di testimoni, uomini e donne, giovani e adulti, attraverso i quali la Parola è diventata carne.

Così, l’esempio della beata Chiara ‘Luce’ Badano, è stato proposto come testimone di approfondimento e guida poiché, con la sua generosità e costanza, ha realizzato il suo «Subito sì». Mariagrazia Magrini, vicepostulatrice della Causa di canonizzazione della beata Chiara Badano afferma: «Per Chiara Badano è il Vangelo il libro “preferito”, il più amato, il più letto.

L’aveva ricevuto, come gli altri compagni, in dono dal parroco il 27 maggio 1979, in occasione della prima comunione. Ha solo sette anni, ma sin da allora lo legge quotidianamente con momenti di riflessione. Il tempo scorre e la ragazzina prosegue nell’impegno. Scrive a quattordici anni: “Ho riscoperto il Vangelo sotto una nuova luce. Ho capito che non ero una cristiana autentica perché non lo vivevo sino in fondo. Ora voglio fare di questo magnifico libro il mio unico scopo della vita. Non voglio e non posso rimanere analfabeta di un così straordinario messaggio. Come per me è facile imparare l’alfabeto, così deve esserlo anche vivere il Vangelo!”. Che cosa comporta il proposito di Chiara di “vivere sino in fondo il Vangelo”? Significa, in primo luogo, accogliere la “lieta notizia” che Gesù è venuto a portarci. Si tratta, anzi, di un insieme di splendide notizie che, quando vengono assimilate con ferma convinzione dal credente, gli cambiano davvero la vita».

Se vogliamo seguire Gesù ed essere suoi discepoli, non possiamo rifugiarci nella mediocrità, né accontentarci dei compromessi o delle mezze misure. Solo entrando in comunione con Gesù attingiamo la forza di fare nostro il suo modo di pensare e di amare: «Chi rimane in me ed io in lui, fa molto frutto» (Gv 15, 5). É Gesù che ci sostiene nello sforzo di andare controcorrente, per rimanere fedeli a lui. «Nel corso della sua malattia tanti andavano a fare visita a Chiara - afferma Mariagrazia Magrini - perché da lei ricevevano una particolare testimonianza su Gesù e sulla certezza di incontrarlo in paradiso. Sono in tanti ad affermare che Chiara aveva sete delle anime e faceva apostolato. Questa sua “passione” la spingeva a illuminare le persone, comunicando loro la propria esperienza».

Rivolgendosi ai giovani, Papa Francesco afferma: “Dinanzi alla diffusa sensazione di una fede stanca, i nostri giovani hanno il desiderio di scoprire il fascino sempre attuale della figura di Gesù, di lasciarsi interrogare e provocare dalle sue parole e dai suoi gesti e di sognare una vita pienamente umana, lieta di spendersi nell’amore”. Gesù è la sorgente inesauribile della gioia. Chiara l’ha compreso e in una sua riflessione afferma: “Ho pregato e sono riuscita a dire quell’Eccomi... E una grande gioia mi ha riempito il cuore”. 

Nina S.