Esperienza con Chiara nell'Amore di Claudia

 

Era la fine di Luglio 2010 quando abbiamo saputo che Claudia, nostra sorella, aveva una massa tra cuore e polmone. Eravamo un po’ preoccupati, ma nello stesso momento fiduciosi che potesse essere risolvibile come tutte le cose che nella vita c’erano capitate fino a quel momento. A Claudia, proprio a lei, non poteva succedere nient’altro di più che già aveva. Mia sorella faceva parte di quella schiera di angeli sulla terra, che molto spesso la gente guarda con compassione e dolcezza, ma che nello stesso tempo sono costretti a combattere il doppio contro pregiudizi e lotte che ancora oggi pongono tante famiglie nella dispiacevole situazione di combattere per tutta la vita! Claudia ha avuto un’asfissia al parto che lascia in lei i segni indelebili e la accompagneranno da lì in poi a entrare e uscire dagli ospedali per permetterle di camminare, parlare, per avere una vita…

Per noi inizia l’avventura! Per tutta la nostra famiglia inizia un percorso duro, ma accompagnato dal sorriso di Claudia che si rialza ad ogni prova: più dura era la prova, più lei combatteva! Viaggi alla ricerca di dottori che promettevano progressi! […] Claudia possedeva il linguaggio dell’amore. Riusciva a comunicare solo con il suo cuore. L’ha fatto fino alla fine, senza mai voltarsi indietro: si è donata a tutti e soprattutto a Dio. Mia sorella, dalla fede incrollabile, prima di addormentarsi in ospedale baciava un’immaginetta della madonna di Lourdes. Amava andare in chiesa, cantare forte… senza saper leggere. Voleva sempre il foglio della liturgia perché lei, a suo modo, leggeva e cantava. Lo faceva per Dio. Un angelo sulla terra come tanti, che rendono la vita degli altri meravigliosa […].

Claudia è stata il nostro miracolo, la persona che ha cambiato la nostra vita. Adesso che non è più in mezzo a noi, continua a parlare attraverso il suo amore avendo lasciato un canale aperto e che vi racconterò.

Era il 23 agosto 2010 quando vado giù in Calabria per cominciare a capire cosa fare per Claudia… (lei abitava in Calabria con mia madre e mio padre, io a Bologna e mia sorella maggiore a Milano) la vedo non sta bene è evidente […]. La portiamo in ospedale, dove trovano calcoli diffusi alla colecisti che gli provocano dolori lancinanti. Appare subito chiaro che non potevamo aspettare la visita che avevamo prenotato a Milano all’istituto tumori. Cerchiamo di stabilizzare la bilirubina e decido, con mia sorella maggiore, che la partenza si doveva anticipare ad ogni costo.

Dopo due giorni in ospedale a Crotone partiamo con non poche difficoltà. Durante il viaggio Claudia ha dolore. Con pazienza e amore le tengo la testa, le dico che presto saremmo arrivate dal dottore e che lei sarebbe stata meglio. Arriviamo alla stazione di Milano. Ad attenderci c’era mia sorella e mio cognato: non mi sembrava vero! Giunti all’istituto tumori di Milano, il dottore ci dice che la situazione è delicata e che la bilirubina del fegato si doveva stabilizzare prima di procedere a qualsiasi altra terapia. Ci manda al San Raffaele, dove si trova chi si occupa, nello specifico, di fegato e malattie annesse. Claudia viene ricoverata e li comincia tutto. Dopo vari esami il verdetto non lascia scampo: linfoma aggressivo al pancreas e che successivamente si era sparso tra cuore e polmone!

Sono i primi di Settembre quando Claudia comincia sempre di più a indebolirsi […] ma lei continua a combattere senza arrendersi nemmeno un giorno… Si susseguono operazioni, crisi respiratorie… Claudia è sempre li che ci guarda, ci abbraccia… Non parlava, ma con il cuore comunicava e ci abbracciava: “Sempre Si!”. Susseguono esami su esami, monitoraggi e operazioni. Claudia non si alzava più, non parlava e non mangiava ma era lì e chiunque andava da lei la abbracciava o accarezzava […]. Il 25 Settembre 2010 –tra l’altro giorno in cui si celebra la beatificazione di Chiara Badano- Claudia ha un’emorragia interna che non si ferma, ma c’è qualcosa che non va anche ai polmoni. Dopo accurate analisi, l’esito: infezione al polmone destro e che non gli permette di respirare. Sarà l’ultima volta che vediamo Claudia sveglia. Viene intubata e portata in terapia intensiva! La situazione è precipitata improvvisamente, e noi eravamo in un incubo. Ero arrabbiata, non riuscivo ad accettare: perché a lei tutto questo, perché a lei… La mia rabbia cresceva ogni giorno che passava. Per me era un giorno in più per essere in collera con il mondo, con Dio e con tutti quelli che mi dicevano che mi dovevo preparare a tutto, anche al peggio… Ormai le mie notti in ospedale con Claudia erano finite. In terapia intensiva non si poteva restare, e Claudia per la prima volta restava da sola in ospedale. Questo mi buttava sempre di più in un burrone e non vedevo l’uscita!

Era il 3 Ottobre quando a casa di mia sorella tutti dormivano. Ero rimasta da sola in soggiorno guardando la televisione, ma senza guardare niente in particolare. Stanca pensavo a Claudia. Facendo zapping, la mia mano si ferma su Rai Due. Durante la trasmissione “TG DUE STORIE”, la giornalista parla della Beatificazione di Chiara Badano… Come ipnotizzata, mi blocco nel sentire il breve riassunto della sua storia che per coincidenze di vita vissuta nell’amore di Dio e nella malattia mi ricordavano stranamente Claudia… Ne rimango affascinata e rapita senza sapere perché… Non avevo mai sentito la sua storia. Non sapevo della sua esistenza e dell’esistenza dei Focolari… Ero lontana da Dio, da tutto… Finisce il racconto della beatificazione e vado a letto: era l’una di notte credo. La mattina seguente, per prima cosa chiedo a mia sorella Maria se conoscesse una certa Chiara Luce. Lei era vicina a Dio, la doveva conoscere per forza… Mi risponde di no... Coinvolgo mia sorella nel racconto, al punto da andare a vedere su internet più notizie, ma prese da tanti pensieri non ci accorgiamo di varie cose che successivamente sono tornate! Il pomeriggio dello stesso giorno prima di andare in ospedale da Claudia vado a riposare e quando mi sveglio, mi rivolgo a Chiara come se parlassi a un’amica… Gli dico: Chiara solo tu puoi capire quello che sta passando Claudia; solo tu puoi sapere quello che soffre; Chiara aiutala tu, solo tu puoi, solo tu… Dalla mia bocca escono le parole, senza che me ne accorgessi: “Se lo vuoi tu Gesù, lo voglio anch’io”, frase che poi mi sono resa conto di aver letto sul sito di Chiara ma che assolutamente non aveva lasciato in me nessun sentimento. In quel momento la pronunciai e lo dissi per tre volte! Mi alzo, esco dalla stanza, e partiamo per andare in ospedale. Passano i giorni e Claudia sembra migliorare.

Il 6 Ottobre, le condizioni di Claudia precipitano. I dottori ci dicono che non avrebbe passato la notte. Nello sconforto più totale, i dottori mi permettono di trascorrere la notte con Claudia... Ma quello che avevo sperato per due mesi non arriva, e Claudia parte per il cielo il 7 Ottobre 2010. Ci prepariamo, e prepariamo Claudia per riportarla a casa. Destinazione:  Calabria… I funerali, l’ultimo saluto, tutti gli amici, parenti tutti per Claudia e noi… Il nostro grido di dolore era soffocante. Io sempre più arrabbiata me la prendevo con chiunque… Il grido, il mio abbandono era dilagante e mi stava divorando… Tuttavia sentivo qualcosa dentro di me che combatteva […]. La mattina seguente, appena mi sveglio a casa di mia zia, eravamo a tavola per la colazione, torna Chiara nella mia testa. Spinta da non so cosa, chiedo a mia sorella e a mia zia: oggi che giorno è? Ieri che giorno era? Era il 7 ottobre… Inizio a collegare. Controllo il calendario: era il giorno della Madonna del rosario, ma non bastava. Perché collegavo quella data a Chiara e a Claudia? Con mia zia (neanche lei conosceva Chiara), mia sorella e mia cugina, andiamo nuovamente a consultare la biografia di Chiara su internet... ma senza sapere cosa cercare… Il mouse scorre e si ferma al 7 ottobre. Ho un tuffo al cuore… È lo stesso della partenza di Claudia!!! Guardo mia zia, mia sorella e mia cugina… Rimasta colpita, ma non abbastanza attribuisco la data ad una coincidenza e respingo nuovamente Chiara, Dio […].

Mi ritrovo sul computer in un blog che non so davvero come sia uscito…

Il blog di un certo Luigi Accattoli e racconta: “Al mio funerale non voglio gente che pianga, ma che canti forte. Io vado da Gesù cominciare un’altra vita”: è la consegna data da Chiara Badano (1971-1990) ad amici e parenti gli ultimi giorni prima della morte per tumore alle ossa. Se ne va prima del compimento dei 19 anni dopo aver preparato con la mamma e con le amiche la “festa di nozze”, cioè il proprio funerale: lei stessa spiega come confezionare l’abito, sceglie musiche, fiori, canti e letture. Muore il 7 ottobre e la preparazione “liturgica” Chiara l’avvia l’11 agosto, il giorno del suo onomastico, che cade all’indomani di un improvviso peggioramento che costringe i familiari a rinviare la festa che le hanno preparato […]. Un altro tuffo al cuore… ma come Chiara ha avviato la preparazione liturgica l’11 agosto? Ma come è possibile? Ma l’11 agosto è il giorno che è nata Claudia è il suo compleanno!!! Ma è anche l’onomastico di Chiara… nella mia testa comincia a ricomporsi un puzzle i pezzi cominciano a tornare… Chiara si aggrava l’11 agosto -Claudia è nata l’11 agosto 1975- ma è anche il suo onomastico. Claudia si aggrava il 25 settembre, giorno della sua beatificazione di Chiara. Entrambe “partono” per il Cielo il 7 ottobre.. Eppure le date sono queste, sono scritte, non sono inventate… Erano possibile tutte queste coincidenze? Mi facevo cosi tante domande…ma ancora non mi arrendevo… Tuttavia Chiara e Claudia erano sempre con me, si accavallavano di continuo nella mia testa. Non mi capacitavo di tutto questo […]. Continuo a leggere di Chiara […] e il mio cuore giorno dopo giorno si riempiva di gratitudine per tutto… Cresceva dentro me la consapevolezza che quello che avevo pensato fino a quel momento si stava trasformando. Claudia e Chiara mi stavano facendo capire che in realtà era il SI che Dio mi stava chiedendo: donare il mio dolore […].

Dio conosce i suoi figli. Sapeva che senza Claudia ci saremmo persi. Ci ha fatto incontrare Chiara per ricordarci che Lui ci ama, che il dolore va donato e condiviso. […] A Claudia, proprio come Chiara, non era rimasto più nulla a causa della malattia, ma aveva il cuore, e fino alla fine ha amato. Ha avuto una vita meravigliosa, vissuta nell’amore di Dio.

Ringrazio Dio per averci donato una sorella come Claudia. In tanti l’hanno conosciuta, e la loro vita è cambiata. Claudia ha saputo abbracciare ogni singola persona, non con parole o gesti eclatanti, con la sua semplicità e con il suo amore incondizionato… Claudia ha distribuito Amore a tutti, e ha reso la nostra vita unica e meravigliosa […].

Oggi, per iniziativa del parroco don Massimiliano Assisi, e per volere di tutta la comunità, è nata la Caritas Parrocchiale “Claudia Diano”. Don Massimiliano l'ha definita "La casa di Claudia", affidando tutto il paese alla carità e allo straordinario esempio che Claudia ha lasciato in eredità, con Amore, alla sua famiglia e a tutta la comunità.

Grazie Claudia! Grazie Chiara! 

La luce di Chiara mi ha trovata nell'amore di Claudia.

Lidia e Maria Diano