A Betlemme con Maria

 

Maria diviene madre, ma lo stato d’animo con cui condivide questa esperienza differisce da quello che accomuna ogni mamma. Mentre si rende sollecita nel prendersi cura del Bambino, la sua riflessione si inoltra nel Mistero di tale avvenimento. Lo annota l’evangelista Luca: "Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuoreʺ.

 

 

Allorché i pastori accorrono ad adorare Gesù e gli angeli glorificano Iddio, le torna spontaneo raffrontare le parole della Bibbia riguardanti il Messia con questa stupenda ‘novità’: Colui che viene inviato a "salvare il suo popolo dai suoi peccatiʺ (cfr. Mt 1,21) non è solo un profeta o un sapiente, ma proprio "il Figlio dell’Altissimoʺ concepito in lei per intervento dello Spirito Santo.

 

A che scopo è venuto come Uomo tra noi? Per riconciliarci con Dio e unirci con lui, sorgente di ogni bene. Ed è significativo la vita che ha ritenuto di adottare a Betlemme, quasi anticipando l’elenco delle Beatitudini.

 

Ha voluto contrapporre, ai molteplici vizi da cui derivano i peccati, esempi concreti delle rispettive virtù: l’umanità in contrasto con l’orgoglio e la brama di potere; la mitezza di un bimbo inerme alla violenza di Erode; la povertà della mangiatoia in opposizione al lusso e all’avidità sfrenata di denaro.

In antitesi alla pretesa di una libertà che non accetta regole, l’obbedienza della Santa Famiglia; all’insaziabile sete di piacere la disponibilità alla rinuncia e al sacrificio. Possiamo ben immaginare che, sua meditazione, Maria abbia trovato nuovi motivi per riprendere nel cuore gli accenti di lode già espressi nel cantico del Magnificat.

†Livio Maritano