Emergenza nella missione di Hevié-Houèdo:

"Aiutateci a ricostruire il Padiglione Ospedale"

 

 

Le Suore di Nostra Signora della Visitazione, su richiesta del Vescovo Nestor Assogba, lavorano nel dispensario della missione di Hevié, realizzato da anni da Luce d'Amore ONLUS e intitolato alla beata Chiara "Luce" Badano, onde potenziarlo e fornire più servizi. Esse operano con grande impegno e gioia, nonostante la scarsità delle risorse a favore degli ammalati, soprattutto i più poveri, che si rivolgono perché sanno di poter essere curati gratuitamente.

La situazione finanziaria era già molto difficile per riuscire a pagare il personale che agisce nel dispensario e con estrema necessità di essere migliorato nei servizi per seguire i malati più gravi.

Ricordiamo anche che questo Centro è stato promosso e realizzato da due cari nostri Vescovi da poco defunti: Mons. Nestor Assogba, allora Arcivescovo di Cotonou e Mons. Livio Maritano, Vescovo Ausiliare a Torino e poi titolare della diocesi di Acqui, in Italia.

Persone che continuiamo a ringraziare nella preghiera per la loro carità verso gli ultimi. Inoltre si rammenta che l'opera è stata realizzata partendo dalla somma che Chiara aveva ricevuto in dono per i suoi 18 anni e offerto per le missioni in Africa: giunta proprio qui! I lavori iniziali furono molto faticosi, a partire dal creare un pozzo di 35 m. di profondità e trovare l'acqua potabile: elemento vitale; poi la luce, e tutto il resto, ma non ci abbandonarono mai. Questa struttura fu ed è punto di riferimento indispensabile per la popolazione; è il risultato di tanti anni di lavoro svolto con grande fatica e amore dai Volontari dell'Associazione. Purtroppo il reparto ospedaliero è stato abbattuto pochi giorni fa dal governo locale per costruire una nuova strada.

La perdita di uno spazio dove ricoverare i più gravi ci impedisce di intervenire in tante situazioni in cui la possibilità di poter essere ricoverati può salvare la vita di una persona, in modo particolare per i più piccoli. Quando siamo state informate della decisione abbiamo presentato domanda per salvare una parte dell'Opera, però ci è stata rifiutata. Avevamo iniziato a demolirla da soli onde ricuperare del materiale utile, ma la distruzione è avvenuta in pochissimi giorni senza darci la possibilità di recuperare alcunché, se non la copertura del tetto. Tutto è stato sfasciato con il bulldozer e le persone che erano ricoverate sono dovute tornare a casa, mentre i più gravi sono stati alloggiati sotto una tettoia in attesa di trovare una sistemazione adeguata.

Vittime innocenti, in modo particolare i bimbi ricoverati che non potevano tornare a casa e che stiamo cercando di assistere, come ci è possibile fare. Purtroppo l’estrema velocità e violenza di questa decisione politica ci ha devastati e nonostante i nostri tentativi di impedire questa vergogna è stata subito attuata causando un danno gravissimo non solo alle suore, ma soprattutto ai numerosi malati che ora sono senza un riferimento e un ricovero.

Quando capitano disgrazie come questa la prima reazione sarebbe quella di andare via, purtroppo facendo così gli unici che ne soffrirebbero sono gli abitanti del quartiere ed è quindi nostro dovere continuare ciò che abbiamo sempre fatto. Per questo motivo vi chiediamo di aiutarci a ricostruire un padiglione ancora migliore di quello che è stato distrutto, anche con un nuovo spazio per la maternità, pur se in una posizione diversa. Oso ripetermi: per favore continuate ad aiutarci come avete già fatto, perché la situazione è veramente difficile.

Possiamo assicurarvi che non si ripeterà quello che è successo, perché intendiamo agire per avere la garanzia irrevocabile che le opere sociali vengano tutelate dallo Stato, che non è in grado di costruirne in quantità sufficiente. Purtroppo anche se venisse riconosciuto il nostro diritto di ricevere un compenso per quanto distrutto, sappiamo benissimo che la cifra sarà irrisoria e i tempi lunghissimi. Con grande dispiacere dobbiamo violare la privacy dei ricoverati mostrandovi certe immagini: la vera vergogna non è mostrare chi soffre, ma di chi ha distrutto tutto ciò che si è fatto per alleviare le sofferenze dei più piccoli e dei più poveri. Anche in questo caso il detto africano che il povero ha sempre torto si è rivelato esatto!

Grazie per quello che potete fare per questi nostri fratelli.


Un ringraziamento speciale va a Mariagrazia Magrini. Dopo la sua ultima visita in Bénin è rimasta in contatto e opera per il risollevamento di questa prima realizzazione attuata dall'Associazione Chiara Luce Badano in terra di missione. E ancora più per il suo sostegno in questi giorni in cui vive con noi il dramma della distruzione: abbiamo pianto e pregato insieme. Insieme continuiamo a sperare! Il Signore benedica ciascuno di voi per il bene che fate e farete per questo popolo.

Madre Rita 

 

 

 

 

 

 

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