Per quanto concerne i consulti prenatalità seguiamo molte donne ma, per mancanza del reparto di maternità, dobbiamo avvisarle e questo ci procura problemi. Di conseguenza sorge l'urgenza di costruire una maternità per poter prenderci meglio cura di queste future mamme. La distruzione della sala ricoveri e la riduzione degli spazi han creato grossi problemi con la conseguenza che i pazienti ospitati all'esterno sotto il tetto della capanna non hanno intimità e lo spazio è ristretto; da tutto ciò emerge l'urgenza di provvedervi per dar sollievo a questa popolazione in necessità.

 

La medesima priorità la daremmo alla costruzione di un laboratorio analisi la cui mancanza crea limiti al buon andamento del dispensario. Tre le necessità prioritarie: ricostruire il centro con la maternità, una nuova sala ricovero e il laboratorio. Un particolare negativo che, avendo fiducia nella Provvidenza, non ci frena: le entrate (da parte di questa povera gente) non riescono a coprire le uscite e talvolta, per questo motivo, ci viene notificato che vengono a mancare i medicinali, non avendo il denaro sufficiente per acquistarli.

Un particolare positivo: i corsi di studio per la formazione delle donne e del giovane personale infermieristico, pur mancando il denaro per poter acquistare il materiale necessario, proseguono. In noi, che abbiamo tanto, sorge una domanda e vorrei fosse un grido:

 
Signore, che possiamo fare?
Aiutaci a non essere indifferenti.
I nostri problemi sono ben poca cosa
in confronto dei loro…

 

Questo è il luogo dove la beata Chiara inviò il suo «Tutto».

Non scordiamo le parole dell'Apostolo Giacomo: "(…). Se un fratello o una sorella si trovano senza vestito e mancanti del cibo quotidiano e qualcuno di voi dicesse loro: «Arrivederci: andate in pace, scaldatevi e saziatevi da voi», e non deste loro ciò che è necessario per il corpo, che utilità ne avreste? Così anche la fede, se non ha le opere, di per se stessa è senza vita" (Gc 2, 15-16).

Mariagrazia