In cammino sulla strada di Emmaus

Il Sinodo dei giovani

«I giovani sono il futuro. Io vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi,
perché la vita è una sola e vale la pena di spenderla bene».
 
 
 

Così Chiara Luce parlava dei suoi coetanei, quando ormai già malata ed immobile a letto avrebbe tanto desiderato correre con loro per passargli la fiaccola, quella luce di Cristo che in lei splendeva con inusuale fulgore. Le sue parole risuonano profetiche perché oggi, 28 anni dopo la sua nascita al Cielo, la Chiesa ha appena concluso un Sinodo dedicato proprio a loro, ai giovani. Svoltosi a Roma dal 3 al 28 ottobre 2018, ha visto la partecipazione di numerosi vescovi da tutto il mondo e di un gruppo di giovani di altrettanto varia provenienza.

L’Assemblea è stato il punto di arrivo di un percorso iniziato circa un anno prima, coinvolgendo giovani delle diocesi di tutto il mondo, attraverso la raccolta delle loro riflessioni insieme al questionario on-line appositamente preparato. La riunione presinodale ha poi sintetizzato il tutto nella redazione dell’Instrumentum laboris che ha costituito la base della riflessione dei Padri nell’assemblea finale. Sabato 27 ottobre è stato così redatto il documento finale che si pone come punto fondante degli altri documenti del magistero che verranno redatti sulla realtà giovanile.

Il percorso seguito da quest’ultimo documento è singolarmente rappresentato dalla strada verso Emmaus (Lc 24, 13-34). Due discepoli la percorrono con l’animo scosso e scoraggiato a causa di quanto accaduto in quei giorni a Gerusalemme. Gesù, che loro credevano fermamente essere il Messia, è stato crocifisso; la sua storia è finita; al sogno è seguito un brusco risveglio. Discutendo di queste cose in un clima di profonda tristezza, all'improvviso un viandante si affianca e cammina con loro. Successivamente egli inizia a spiegare le scritture e, fermatosi con loro sul fare della sera, spezza il pane. A questo punto si aprono i loro occhi e lo riconobbero. Svanito il viandante, i due immediatamente percorrono a ritroso e di corsa la strada verso Gerusalemme: vogliono annunciare agli altri ciò che hanno appena vissuto!

I tre momenti che suddividono questo brano, costituiscono le tre parti che formano il documento finale. Tengo a sottolineare la grandezza di questa pericope del Vangelo di Luca che sintetizza i tre momenti fondamentali della vita della Chiesa: ascolto della Parola, Eucaristia, Missione. Questa prospettiva davvero trascendente è a mio parere la chiave di lettura del Sinodo e, in generale, della questione giovanile all’interno della Chiesa, ben lungi dall’essere una semplice questione sociologica.

 

 

Il primo passo del cammino sinodale è stato dunque quello dell’ascolto.

I Padri sinodali hanno camminato con i giovani e hanno voluto comprendere il contesto nel quale vivono.

Il Risorto desidera percorrere la strada con ogni giovane (punto 5 del doc. finale). Come Dio ascolta il grido del suo popolo e scende a liberarlo -rappresentato mirabilmente nel libro dell’Esodocosì la Chiesa mediante l’ascolto entra nel movimento di Dio (punto 6).

I Padri riconoscono che la Chiesa deve avere il medesimo atteggiamento del Risorto che cammina con i due di Emmaus, mettendosi in ascolto senza voler fornire risposte preconfezionate. È questo un momento intenso e molto articolato perché tanti sono i giovani da incontrare: giovani da paesi molto diversi tra loro, con esperienze ancor più varie e culture poliedriche. Realtà dei paesi ricchi, dei paesi poveri, contesti di emarginazione e perfino di persecuzione. Ciò che chiamiamo gioventù è una realtà molto più complessa di quello che ci suggerisce il comune sentire.

I Padri provenienti da paesi non occidentali hanno sottolineato come la globalizzazione porti con sé esperienze di colonizzazione culturale che sradicano i giovani dalla loro realtà (punto 14). Altresì la secolarizzazione è vista non solo in chiave negativa, ma anche come un elemento che consente di emanciparsi da una religiosità fatta di abitudine e priva di sostanza.

Tre sono gli snodi cruciali che si evidenziano in questa analisi del contesto.

L’ambiente digitale: esso è ormai parte della realtà quotidiana di tanti giovani e non più unicamente una realtà a parte. Si riconosce che i social network costituiscono una grande opportunità di dialogo e incontro tra le persone (punto 22), ma tuttavia, esiste anche il lato oscuro della rete costituito dalla diffusione di nuove forme di violenza (cyberbullismo), di pornografia e gioco di azzardo. Viene evidenziato anche il problema delle fake news che oltre ad allontanare e distorcere la verità, diviene pure un mezzo per manipolare e orientare a piacimento di alcuni le coscienze di molti.

I migranti: oltre alle difficoltà note nel gestire e orientare correttamente questo gigantesco fenomeno, i Padri notano come questa realtà può davvero illuminare il nostro tempo, ricordandoci la condizione originaria della fede, cioè quella di essere stranieri e pellegrini sulla terra (punto 25).

La Chiesa è, e ancora maggiormente deve essere, per i giovani migranti sradicati dalla loro realtà d’origine un riferimento sicuro, promuovendo anche un processo di reciproco arricchimento culturale nell’incontro tra chi arriva e chi ospita.

Riconoscere e reagire a tutti i tipi di abuso: si sottolinea l’importanza di adottare rigorose misure atte a prevenire il ripetersi delle note situazioni di abuso all’interno della Chiesa, non solo sessuali, ma anche di potere, economici e di coscienza.

Il documento inoltre riconosce nella famiglia un sicuro punto di riferimento per i giovani, che sperano in larga misura di riuscire essi stessi a formare una famiglia, a diventare padri e madri.

Si sottolinea l’importanza dei rapporti tra le generazioni per evitare di soffermarsi alla fruizione del presente dimenticando la memoria del passato da cui si proviene e, soprattutto, i doni ricevuti dai propri genitori e nonni.

Si evidenzia l’importanza dell’affettività e della sessualità in una realtà che tende a ridurre la sessualità come mezzo esclusivo di piacere, alterata profondamente dalla pornografia. È compito della famiglia e delle comunità ecclesiali far comprendere come la sessualità sia un grande dono abitato dal Mistero, foriero di una profonda bellezza che può trasformare la vita. Nello stesso tempo si deve evitare di presentare la sessualità con un approccio di giudizio e di condanna (punto 39). I giovani desiderano confrontarsi sui questi temi in modo aperto ed esplicito, parlando dell’identità maschile e femminile e dell’omosessualità.

I punti successivi passano in rassegna il mondo del lavoro, i contesti di violenza, persecuzione e disagio sociale in cui molti giovani vivono. Si parla anche dell’esperienza della sofferenza, oggi vissuta spesso con disagio a causa della “cultura dello scarto”, nella quale alcune società sono immerse.

Si rilevano poi alcuni aspetti specifici dell’essere giovani oggi: la preferenza dell’immagine rispetto ad altre forme comunicative, l’importanza dell’amicizia tra gruppi di coetanei favoriti anche dai nuovi media, l’impegno sociale e il contatto con i poveri, molto ricercato da tanti giovani.Inoltre, la sensibilità ai temi ecologisti e all’impegno politico. Sport e musica sono altresì evidenziati come ambienti di totale immersione e di definizione della propria identità. Si valuta poi la relazione con la spiritualità (punti 49-57): i giovani sono in generale alla ricerca del senso della vita e manifestano interesse per la spiritualità, anche se a volte soprattutto come fonte di benessere psicologico, più che apertura al Mistero del Dio vivente. In generale il rapporto con la figura di Gesù è positivo e alcuni lo riconoscono come Salvatore e Figlio di Dio mentre altri lo considerano solo un riferimento etico. Per alcuni è unicamente una figura del passato, priva di rilevanza esistenziale e distante dall’esperienza umana. Sono però tutti sensibili alla figura di Gesù quando viene presentata in maniera attraente.

Ritengo molto importante il punto 54, nel quale si sottolinea che i giovani nella Chiesa non sono i destinatari di un’azione pastorale ma membra vive dell’unico corpo di Cristo nel quale agisce lo Spirito. Essi contribuiscono ad arricchire ciò che la Chiesa è nel presente e non sono soltanto il suo futuro.

Fabrizio G.