Seguimi!

L’iniziativa non è mia; la chiamata viene da Gesù. E la rivolge personalmente a ciascuno. Seguirlo significa condividere con lui l’orientamento della vita, desideri, affetti, decisioni. Non è però una pretesa, la sua. Semplicemente pone in atto l’incarico ricevuto dal Padre: renderci “conformi all’immagine del Figlio suo” (Rom. 8,29).

Il suo “seguimi!” non si limita ad avviare un cammino; mi accompagna per tutta la vita, in ogni situazione e circostanza. Se intendo rispondere alla chiamata, gli devo rimanere vicino, in contatto abituale, attraverso un dialogo sempre aperto: “Rimanete in me e io in voi” (Gv 15,4). Dal momento in cui decido di seguirlo e comincio a confidargli i miei stati d’animo, mi aiuta a migliorare sentimenti e progetti, a valorizzare la libertà elevandola a far proprio il santo volere di Dio. Gesù, crocifisso e risorto, non aspetta passivamente che io lo segua. Mi aiuta a farlo, e sempre meglio. Mi guida e mi stimola a “pensare secondo Dio” (Mt 16,23), ad amare con “un cuore nuovo” (Ez 36,36), a votarmi con tutte le forze alla causa del bene.

Qual è stata la scelta dei Santi, se non di seguire Gesù? È la stessa decisione che ha preso Chiara, risoluta a “non mollar mai”.

+ Mons. Livio Maritano