La Santità dei giovani – capitolo 1

Luce d'Amore - Onlus

La Santità dei giovani – capitolo 1

 

“La Chiesa riconosce in voi, cari ammalati, una speciale presenza di Cristo sofferente. E’ così: accanto, anzi, dentro la nostra sofferenza c’è quella di Gesù, che ne porta insieme a noi il peso e ne rivela il senso”. Sono le parole di Papa Francesco nel suo messaggio in occasione della XXII Giornata mondiale del malato (11 febbraio 2014), che quest’anno ha come tema «Fede e carità: “Anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1 Gv 3,16)».

 

La giornata del malato ci offre ancora una volta l’occasione di soffermarci sulla grandezza e la bellezza spirituale di Chiara Badano. Nei momenti di sofferenza, di malattia e di difficoltà, ci rivolgiamo a Dio con un atteggiamento di sfida e delusione: “Perché proprio a me la malattia?” Come ha vissuto, invece, la beata Chiara Badano la sofferenza, il dolore, la malattia?

A tal proposito, vi riproponiamo ( suddivisa in tre parti) una catechesi di Mons. Livio Maritano, promotore della Causa di Canonizzazione della beata Chiara Badano e trasmessa già da Radio Maria il 1 ottobre 2007, sulle virtù del cristiano: fede,  speranza e la carità.

“In Chiara la fede è sorta e si è sviluppata innanzitutto nell’ambito della famiglia. La mamma le parla spesso di Gesù. Le racconta episodi e parabole del Vangelo, suscitando in lei i primi sentimenti di ammirazione per la bontà di Gesù. Le parla di riconoscenza e di affetto per lei. La invita ad unirsi a lei nel parlare confidenzialmente a Gesù e nel compiere piccoli atti di obbedienza, gesti di servizio per far piacere a Lui. La bambina accoglie con gioia questo primo annuncio e impara a ricambiare l’affetto di Gesù con l’offerta di brevi preghiere e la disponibilità ad accettare le correzioni, a compiere qualche rinuncia, a rendersi pronta ad aiutare.

Nel corso dell’infanzia e della fanciullezza, la conoscenza di Gesù e l’affetto per Lui progrediscono con il contributo della scuola materna e successivamente con l’inizio della catechesi parrocchiale della prima comunione. A nove anni comincia a prendere parte agli incontri formativi di un movimento ecclesiale, quello dei focolari di Chiara Lubich che sarà determinante per la maturazione della sua spiritualità. E’ particolarmente viva il lei la certezza di essere immensamente amata da Dio. Ammira la sua bontà che si rivolge a tutti i suoi figli. La sua misericordia sconfinata che ci purifica attraverso le prove, le sofferenze come la «varichina che smacchia», toglie i puntini neri, la presenza costante e attiva di Dio in noi. La testimonianza stupenda della santità di Gesù che si dona totalmente per tutti.

La fede di Chiara si consolida progressivamente, grazie all’Eucarestia, a cui cerca di prendere parte tutti i giorni. La sua forza sarà il Vangelo. Il testo del Vangelo, che le fu regalato il giorno della prima comunione, l’abbiamo ancora. E’ tutto consunto dall’uso quotidiano che ne faceva oggetto, come pure attraverso l’unione sempre più stretta con Gesù. Il dialogo abituale con Lui, l’accettazione delle prove con animo umile, sereno e disponibile. Caratteristica della sua fede è anzitutto la fermezza. Fede risoluta, costante, senza esitazioni ….

L’influenza della fede sulla vita, una fede operosa, nel senso che influisce palesemente su tutte le decisioni che prende , la fede che la spinge a rivolgere molto spesso l’attenzione a Dio durante la giornata, a offrire a Gesù l’attività che sta svolgendo ad adempiere con diligenza e amore, i propri doveri, a trattare con benevolenza le persone, a rendersi utile a chi sta in difficoltà ricordando quel detto di Gesù : «Tutto quello che fate al più piccolo dei miei fratelli è fatto a me» Ed è una fede caratterizzata dalla «fortezza nell’andare controcorrente», eppure questa è la scelta del cristiano. «Vivere il cristianesimo – come dice Chiara – sino in fondo » e a far fronte con serenità alle situazioni che comportano sofferenza, rinunce, sacrifici e distacchi … e l’ occasione non manca”.

† Mons. Livio Maritano