La Santità dei giovani – capitolo 2

Luce d'Amore - Onlus

La Santità dei giovani – capitolo 2

 

Nel suo messaggio per la XXII Giornata Mondiale del Malato, Papa Francesco afferma: “Il Figlio di Dio fatto uomo non ha tolto dall’esperienza umana la malattia e la sofferenza, ma, assumendole in sé, le ha trasformate e ridimensionate. Ridimensionate, perché non hanno più l’ultima parola, che invece è la vita nuova in pienezza; trasformate, perché in unione a Cristo da negative possono diventare positive”.

Il  Papa ci invita ad aprire il nostro cuore e la nostra anima alla speranza per riporre fiducia nelle promesse di Cristo, come dirà Chiara rivolgendosi alla mamma “Fidati di Dio, poi hai fatto tutto”.

Nella seconda parte della Catechesi, dal tema “Santi giovani”,  Mons. Livio Maritano sottolinea il tema della virtù della speranza e della fiducia in quel “Gesù Abbandonato” che permetterà a Chiara di  poter dire: «Mi sento avvolta in uno splendido disegno che a poco a poco mi si svela».

 Anche lei si è trovata spesso nell’alternativa in cui ci imbattiamo  noi, di abbandonarci cioè alla sfiducia o di aprirci alla speranza. Pensiamo ai casi che si presentano quando avvengono fatti spiacevoli o dolorosi, difficoltà impreviste, dispiaceri, malattie, lutti …. Oppure, quando con il pensiero guardiamo al futuro e ci coglie la paura dei mali che potranno accadere a noi o a persone a noi vicine. O ancora quando ci chiediamo che cosa sarà di noi allorché giungerà a conclusione la nostra vita terrena. Può anche darsi che ci invada la tristezza, uno stato di smarrimento, forse anche un pessimismo abituale …. Oppure cerchiamo di allontanare questi pensieri e di evadere dalla realtà, ma questo evidentemente non risolve il nostro problema. Ebbene anche Chiara ha dovuto far fronte a vicende sgradevoli, ad avvenimenti dolorosi, a situazioni drammatiche. Ad esempio già nella fanciullezza e a centro della derisione per il proprio impegno di preghiera, di partecipazione alla messa …..

La prova di accettare il doloroso distacco dal suo paese natio per andare a Savona per gli studi superiori. Il difficile rapporto con un insegnante e che poi le causa la grande sofferenza di una bocciatura ingiusta e il conseguente inserimento in una nuova classe …. Soprattutto, sono le rinunce causate dalla malattia, nella quale entra dolorosamente dopo una partita di tennis … Un forte dolore alla spalla sinistra ed ecco che le cade la racchetta dalle mani. E di lì tutta una serie di esami, di visite, di controlli … Rinunce causate dalla malattia. Deve rinunciare alla scuola, al progetto di prepararsi  per diventare medico e un giorno andare in Africa, rinuncia a partecipare con gli amici alle attività del movimento, alle attività sportive, agli incontri con gli amici del paese, oltre ai dolori della malattia e al distacco dai genitori …. Come ha reagito Chiara dinanzi a queste condizioni di difficoltà e di sofferenza? Si è fatta guidare dalla Parola di Dio che chiede di affidarsi a Lui in ogni circostanza. Dice il Salmo 33: «Benedica il Signore, in ogni tempo».

La Bibbia ci dice «confidate nel Signore sempre». Infatti sappiamo dalla fede che Dio conosce perfettamente, senza possibilità di errori ciò che è bene per ognuno di noi. Essendo bontà infinita non può volere il male dei suoi figli, ma vuole sempre il bene di ognuno essendo fedele nell’amore.. . Le sue decisioni sono sempre sante. Noi non possiamo guardare al  nostro futuro , che è immortale, con un semplice sguardo. Dio lo può fare …. Attende da noi una disposizione di umiltà …. ammettere che siamo limitati rispetto  alla perfezione della sua sapienza e bontà,  che vede ben al di là di ciò che riusciamo a vedere noi. Con la sua provvidenza fa si che tutto, come dice san Paolo nella Lettera ai Romani, capitolo ottavo: «Concorre al bene di coloro che amano Dio».

E’ saggezza, quindi, per noi aderire alla sua volontà e accettare con fede le difficoltà, le   sofferenze con un atto d’amore in conformità di Gesù sofferente e crocifisso …. Tutto ciò  per il nostro progresso spirituale,  per la crescita  e per l’unione nostra con Dio,  come anche per il vantaggio a beneficio  dei fratelli, per l’edificazione  della Chiesa. Nessun avvenimento potrà impedire a Dio di amarci, di unirci a se, di condurci alla salvezza se compiamo con obbedienza di amore la sua volontà. «Chi ci separerà dall’amore di Dio» si chiede San Paolo. Se siamo uniti a lui siamo in grado di vincere ogni ostacolo …. Chiara a questo riguardo direbbe: «fidarsi di Dio sempre».

Abbandonarci totalmente alla fedeltà del suo amore. E’ la comune esperienza dei Santi. Ed è stata la sua disposizione costante … ed è la stessa disposizione che Chiara suggerisce  alla mamma quando è preoccupata per il dopo: «Fidati di Dio, poi hai fatto tutto». Nel senso che ci penserà Lui, e ci pensa nel modo consono alla santità e alla bontà di Dio. Questa fiducia chiaramente è frutto di grazia e viene concessa se la imploriamo insistentemente. Gesù ha detto:  «Avrete  forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni sino ai confini della terra». Quali benefici ha ricavato Chiara dal suo incondizionato, dal suo «sempre sì»? Ebbene, certamente lei ha tratto una crescita nell’amore, nell’unione più stretta con Gesù, senza alcun rimpianto:  «Così sono più vicina a Gesù». 

 La serenità dell’animo, la pace del  cuore tanto da partecipare quella stessa serenità a coloro che le fanno visita quando è inferma. …. Tempo disponibile vissuto nella speranza  per amare e aiutare. 

† Mons. Livio Maritano