Il Papa ricorda la Beata Chiara Luce

Luce d'Amore - Onlus

Il Papa ricorda la Beata Chiara Luce

Le parole del Pontefice all’Angelus. Sabato scorso la beatificazione della giovane focolarina di Sassello al Santuario del Divino Amore di Laura Badaracchi

«Solo l’amore con la A maiuscola dà la felicità. Lo dimostra una giovane, Chiara Luce Badano che una malattia ha condotto alla morte a poco meno di 19 anni, ma che è stata per tutti un raggio di luce». Così Benedetto XVI ha voluto ricordare ieri a Castel Gandolfo, durante l’Angelus la giovanissima focolarina proclamata Beata sabato scorso (25 settembre 2010) nel Santuario del Divino Amore. «I giovani possono trovare in lei un esempio di coerenza cristiana», ha aggiunto il Papa, ringraziando la Vergine Maria che conduce i ragazzi «anche attraverso le difficoltà e le sofferenza ad innamorarsi di Gesù e a scoprire la bellezza della vita».

Le parole del Pontefice sono arrivate tramite maxischermi a oltre 10mila persone nella basilica di San Paolo fuori le Mura, dove si è svolta una solenne concelebrazione di ringraziamento, presieduta dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. «Ritornando in aereo dal viaggio in Gran Bretagna, il Santo Padre mi ha parlato di Chiara Luce e mi ha detto che questa nostra Beata è un esempio da valorizzare per i giovani», ha confidato durante l’omelia il porporato, rilevando che nella formazione della ragazza di Sassello hanno avuto un ruolo fondamentale i genitori (che tra pochi giorni festeggeranno le nozze d’oro), la comunità ecclesiale e il movimento dei Focolari. Con la sua vita ha confermato le parole del messaggio indirizzato da Papa Ratzinger ai giovani per la prossima Gmg di Madrid: «Spesso la Croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il “sì” di Dio all’uomo, l’espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna».

La cerimonia di beatificazione, sabato pomeriggio al Divino Amore, è stata un’esplosione di gioia e di commozione per i 25mila partecipanti, giunti da una settantina di Paesi. Tra loro, anche molti giovani delle Comunità di Sant’Egidio e Nuovi Orizzonti, dell’Azione Cattolica e degli Scout, del movimento di Schoenstatt e del Rinnovamento nello Spirito. A presiedere il rito, l’arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, che ha definito Chiara Luce «una ragazza dal cuore cristallino», che «in mondo ricco di benessere, ma spesso malato di tristezza e di infelicità ci trasmette un messaggio di ottimismo e di speranza». Sportiva e dedita ai poveri e agli esclusi fin da piccola, l’adolescente era entrata nei Gen (Generazione nuova) dei Focolari a 9 anni, coltivando il sogno di diventare pediatra e partire per l’Africa. Ma a 17 anni scopre l’osteosarcoma che la porterà alla morte il 7 ottobre 1990.

La sua fede incrollabile, fino all’ultimo sorriso prima di spirare, testimonia una radicalità evangelica pienamente vissuta che lascia un’eredità preziosa a credenti e non. L’attuale vescovo della sua diocesi, Acqui Terme, ha auspicato che la Badano «aiuti giovani e meno giovani a puntare decisamente alla piena amicizia con Gesù». E Maria Voce, presidente dei Focolari, ha commentato: «È un momento storico, e un nuovo impegno: Chiara Luce ci sprona a correre nella via della santità».                Laura Badaracchi

(Romasette – 27 settembre 2010)