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“Abbiamo insegnato con la dottrina, ora dobbiamo insegnare con la vita”

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“Abbiamo insegnato con la dottrina, ora dobbiamo insegnare con la vita”

“Abbiamo insegnato con la dottrina, ora dobbiamo insegnare con la vita”

Come non ringraziare Dio per la testimonianza dataci da mons. Livio
Maritano nella sua lunga vita e nel lunghissimo servizio alla Chiesa, prima come sacerdote e poi come vescovo? Lo hanno dimostrato numerosi fedeli, vescovi e sacerdoti, moltissimi dei quali furono suoi allievi, nella cerimonia delle esequie a Torino e ad Acqui Terme. Lo desidero umilmente compiere anch’io, a nome dei tanti amici e collaboratori che gli sono passati accanto.

Trentotto anni della mia vita sono trascorsi accanto a lui: prima come sua segretaria nell’Ufficio Piano Pastorale della Curia di Torino, in-vitata a questo delicato compito da padre Pellegrino, quindi seguendolo ad Acqui e facendo con mamma, appena mancato mio padre, la scelta di vita di formare una “famiglia”, a servizio della Chiesa.

Alla grande cultura, alimentata sino alla fine, si sono sommate le virtù cristiane, tra cui primeggiava l’umiltà, la semplicità di vita –quasi francescana- l’accoglienza preferenziale degli ultimi, il forte desiderio di pace e di unità. Anche i bambini lo cercavano, sentivano questa sua ricchezza, tanto che negli ultimi anni alcuni lo chiamavano con semplice confidenza “nonno Livio” e, ne era felice.
Fermo e determinato sostenitore delle virtù della giustizia e della verità univa al dolce sorriso il dialogo, con l’ascolto, la riservatezza e il consiglio disinteressato e ricco di equilibrio. Aperto ai problemi della società, specie nel campo della Sanità e della Caritas, di cui era in-caricato come vescovo del Piemonte, ha sempre dato priorità alla preghiera. Innamorato di Gesù e, di Gesù Eucaristia, si è abbandonato alla volontà del Padre, in offerta per la Chiesa e per la sua diocesi. Amava ripetere incessantemente: “Dio è papà e mi ama immensa-mente”!


Nelle ultime ore di vita a un sacerdote, professore in un liceo, diede questo monito: “Abbiamo insegnato con la dottrina, ora dobbiamo insegnare con la vita”.
Vicino ai giovani di cui a lungo era stato educatore mons. Maritano ha saputo percepire le loro ricchezze e ce lo dimostrano le due beatificazioni promosse e portate a compimento. Quale entusiasmo vibra-va in lui, quando lo invitavano a dare testimonianza, insieme alla Postulazione, sulla beata Chiara Badano. Non teneva conto degli anni né della stanchezza, anzi si rincuorava ripetendo con gioia: “Me lo ha chiesto per ben due volte Papa Benedetto: ‘la faccia conoscere, la faccia conoscere, può fare molto del bene, soprattutto ai giovani…’, e soggiungeva: “Al Papa non si può disubbidire!”. Aveva fiducia nella gioventù, confidava in essa: “Anche oggi ci possono essere dei santi giovani”, e ne ha dato la prova.

Sognava fortemente di poter vedere Chiara offerta alla venerazione nell’altarino appositamente preparato nella sua chiesa parrocchiale dove le aveva dato il sacramento della Confermazione, e la canonizzazione delle “sue” due Beate, vero esempio di amore puro e totale a Dio.

Ora in Cielo fa festa con loro: noi che desideriamo pregarlo affinché continui a esserci padre e pastore possiamo unirci nelle celebrazioni di trigesimo: a Torino: giovedì 5 giugno, nel santuario della Consolata, alle ore 11 e domenica 8 giugno, nella chiesa di S. Cristina, alle ore 10. Ad Acqui Terme, venerdì 6 giugno, alle ore 18 e a Sassello, sabato 7 giugno, sempre alle ore 18.

Mariagrazia Magrini 

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