Fama di santità – Dicembre 2006

Luce d'Amore - Onlus

Fama di santità – Dicembre 2006

Abbiamo rivolto al vescovo di Acqui, mons. Pier Giorgio Micchiardi, alcune domande sui benefici che ci possiamo attendere dal riconoscimento ecclesiale dell’esemplarità della Serva di Dio Chiara Badano.

A Suo parere, qual è l’influenza che la testimonianza di Chiara Badano può esercitare, oggi, in special modo tra i giovani?

Ringrazio, anzitutto, il Signore per il dono di Chiara Luce alla nostra Chiesa. Quando penso a Chiara e alla Beata Teresa Bracco, ritengo di non poter mai ringraziare abbastanza Dio per averci donato queste perle preziose che possono illuminare il percorso di vita a tanti giovani.
In special modo, penso che Chiara eserciti un fascino particolare sulla nostra gioventù, un’attrattiva che proviene dalla sua gioia e dalla fede convinta in Gesù Cristo, salvatore ma anche amico.
Spesso disorientati, i giovani di oggi sono attratti da esempi di persone che radicano la loro esistenza su Cristo, traendone gioia e coraggio.

Ha una particolare importanza il riconoscimento della santità di donne e uomini laici?

Ritengo di sì, perché aiuta i laici di ogni età e categoria a rendersi conto che la santità è accessibile a tutti. Il Concilio Ecumenico Vaticano II, riprendendo peraltro l’insegnamento costante della Chiesa, ha ribadito che tutti i battezzati sono chiamati alla santità, e che essa consiste nel compiere il proprio dovere quotidiano vivendo col massimo impegno, grazie all’aiuto di Dio, l’amore per lui e per i fratelli.

Cosa pensano i cristiani di oggi sulla santità?

Molti di loro ritengono che la santità sia riservata a persone eccezionali, disposte a compiere azioni grandiose e che richiedono sacrifici straordinari. Affinché possano comprendere, accettare e vivere l’insegnamento del Concilio sulla chiamata universale alla santità, hanno bisogno che la Chiesa –come ha fatto in particolare in questi ultimi tempi- proponga modelli concreti di persone che specie nel nostro tempo hanno vissuto in modo straordinario la fede e l’amore cristiano. È il motivo per cui prego che Chiara possa presto essere ufficialmente proposta dalla Chiesa come esempio da imitare.

 

Fonte: Credere all’Amore – Dicembre 2006 – Anno III