Voci di riconoscenza e di supplica – Anno 2007

Luce d'Amore - Onlus

Voci di riconoscenza e di supplica – Anno 2007

Mi chiamo Valentina, ho 30 anni. Sono una biologa. Da 5 anni convivo con un tumore al cervello, purtroppo inoperabile. L’esperienza di Chiara mi accompagna ogni giorno, specie quando la forza viene meno e ho voglia di piangere; quando soffro per la chemio, quando devo dipendere da tutti, quando mi chiedo: “Perché io?”. Il tumore mi è arrivato quando mi sentivo invincibile, impegnata in un lavoro che tanto sognavo, con un imminente matrimonio. Ancora non so che cosa il Signore voglia da me, ma ho imparato tanto: mi sono sentita estranea al mio corpo, inchiodata alla croce con Gesù, vicina a Chiara che ha saputo che cosa vuol dire fare radio e chemioterapie e vedere sfumare tanti progetti. Io non sono coraggiosa come lo è stata lei; forse non so riconoscere l’Amore con cui Dio vuole riempirmi. Però da due anni ho accanto a me Tommaso che mi ha sposata e mi accompagna nel cammino. Sento tanto il bisogno delle preghiere di Chiara e delle vostre. Grazie! Valentina

Sono una giovane mamma di due belle bambine. Ero anche madrina di Rossella, un “angelo bruno”, che a febbraio improvvisamente ha spiccato il volo per il Cielo. Con quel dolore è arrivato nel mio animo l’inverno grigio e piovoso, con tante lacrime e profonda angoscia in ogni momento della giornata. Quando un amico mi ha regalato la biografia di Chiara, che ho meditato parola per parola, nel mio cuore è come apparsa la primavera. La storia di Chiara mi ha ridonato il sorriso, e mi ha fatto capire che Gesù sceglie per noi il cammino più giusto per la nostra vita. A volte è difficile accettare il suo disegno, ma ora ho compreso che Lui, nel suo paradiso, accoglie persone “belle dentro”. Lei ha accettato il dolore fisico, trasformandolo nella gioia di donarsi completamente: ha colto, nella malattia e nella previsione di abbandonare la vita terrena, il regalo più grande che lo Sposo potesse darla. La Serva di Dio ha accettato serenamente di morire, consapevole e sicura che dopo questa vita avrebbe incontrato Gesù. Durante la malattia ha confortato chi le stava vicino, regalando col sorriso la certezza di un domani migliore. Giorno dopo giorno Chiara si è affacciata nella mia vita, portando quel raggio di luce che annuncia la lieta notizia. Le sono grata perché mi sta vicino e mi sorregge nei giorni in cui la tristezza e la malinconia tendono ad avere il sopravvento in me. Ringrazio Chiara perché, quando leggo e parlo di lei, provo una profonda gioia nel mio cuore. Si per certo che è vicina alla mia Rossella, ed insieme ammirano le stesse cose godendo del medesimo Paradiso! Marilena – Oria

Sono uno studente di teologia, carmelitano. Trovo che Chiara sia una figura “pensata” dal Signore proprio per i nostri tempi, di relativismo che condiziona soprattutto i giovani; tempo in cui si crede che non esista più una verità. Chiara Luce, invece, è un’altra testimone luminosa della solidità degli insegnamenti ricevuti, un altro sorriso di Dio su questa terra, riflesso della sua bontà e del suo immenso amore. Mi auguro che il Signore voglia glorificare un giorno questa sua Serva. Per quel che mi riguarda la prego ogni giorno e credo proprio che l’incontro con lei mi abbia arricchito spiritualmente. fra Daniele – Roma

Ci sono dei momenti della vita in cui Dio ci fa toccare con mano il Paradiso. Per la festa di Chiara l’eterno Padre ci ha concesso di vivere giorni intensissimi. Prima ad Acqui Terme per la veglia di preghiera preparata dal nostro gruppo di Ischia. Una serata ricca di emozioni, riflessioni e testimonianze. Chiara Luce continua a donarci la forza per andare controcorrente che diventa sempre più difficile. La giornata di domenica 7 ottobre a Sassello è stata dominata da un crescente stupore nel sentire quanto Chiara sta continuando a lavorare dal Cielo: conversioni, vocazioni, guarigioni.
I “Giullari di Dio”, un gruppo di giovani e non che si dedicano a portare la gioia negli ospedali e nelle carceri, ci hanno offerta la loro esperienza, invitandoci poi ad uscire dalla palestra in un clima di silenzio e di preghiera, a lanciare in aria dei palloncini con annessi pensieri di Chiara. Ho sentito di dirle: “Hai spianato la strada per tutti noi, ti sei fidata di Dio e gli hai detto il tuo sì senza mai voltarti indietro”. Ho affidato la mia vita a lei: un vero patto, quello di voler essere come lei e abbandonarmi al progetto di Dio. Il momento di preghiera è continuato nella S. Messa, caratterizzata da una forte comunione. Da quel momento la preghiera del Padre Nostro ha assunto per me un significato nuovo: nel chiedere che sia fatta la volontà di Dio, prego di vedere la Serva di Dio elevata agli onori degli altari e che noi possiamo rassomigliarle sempre di più. Durante il pellegrinaggio al cimitero abbiamo cantato a viva voce: “Gesù Cristo, tu sei la mia vita”. Ringraziando Colui che ci ha fatto sentire il suo immenso amore. Sono stata invasa da un senso di pace indescrivibile. Chiara ci accompagnerà sempre, fino a quando arriveremo nella pienezza della gioia. Jennifer

Nella mia esperienza di animatore ho tentato spesso di spiegare ai giovani il concetto di santità. Ma essi sentivano lontane le figure dei “grandi” santi. Fortunatamente il mio parroco mi ha presentato altri esempi più vicini a noi. Tra essi ho scoperto la figura pienamente realizzata di Chiara Badano: davvero “straordinaria nell’ordinarietà”. La sua vita suscita in noi le domande più importanti, ma sussurra anche al nostro cuore: “E tu?”. L’esempio di lei ha colpito moltissime persone, anche non credenti. Le testimonianze dei suoi amici concordano nel dire: “Chiara aveva qualcosa di più”. Eppure la sua è una vita ordinaria; ma attraverso una progressiva unione con Gesù è riuscita ad affrontare una terribile malattia ed è andata in Cielo dicendo alla mamma: «Sii felice, io lo sono». Convinto di non aver ancora compreso tutto di Chiara, insieme al mio parroco e ad un buon numero di parrocchiani sono andato a Sassello, affinché il contatto più diretto con lei mi fosse di aiuto a rispondere all’insistente domanda: “E tu?”. La conclusione non può essere che una preghiera: “Chiara, non smettere di pensare a noi. Siamo veramente bisognosi di ricevere, attraverso la tua preghiera, quella Luce che tanto hai cercato e trovato attraverso l’amore. Speriamo vivamente che anche noi riusciremo a compiere qualche passo per arrivare a rispondere, come te, «Sempre sì». Antonio, parrocchia dell’Annunziata – Torino