Un esempio di santità

Luce d'Amore - Onlus

Un esempio di santità

Riguardo alla vita di Chiara Luce, che cosa ha colpito una giovane uruguaiana di 23 anni, appartenente al Movimento come gen (generazione nuova)? “Quello che mi piace di lei è vederla simile a me: una giovane che si è giocata la vita per un ideale: per Dio; ma non ha fatto cose straordinarie, diverse da quelle che io o qualsiasi altra ragazza o ragazzo possiamo fare. Descriverei in sintesi la sua vita con queste parole: nell’amore a Dio e nell’amore agli altri”.

   Quindi una vita realizzata, la sua, perché spesa nell’amore. Certo, un amore eroico. Un modello  però imitabile.

   “È una testimonianza di grande attualità, afferma una gen filippina, di 25 anni; vedendo come ha vissuto, ti rendi conto che è possibile puntare alla santità: mi dà la voglia di farcela. Sono attratta dal suo esempio; ho capito, attraverso di lei, che la santità vuol dire scegliere Dio, dare tutto a lui, come Chiara gli ha offerto la propria malattia”.

   Nelle ‘unità gen’ -i piccoli gruppi in cui i giovani si riuniscono– sperimentano la forza vitale che scaturisce dalla presenza di “Gesù in mezzo”: forza da lui promessa quando due o più sono uniti nel suo nome, cioè nel suo amore. è proprio grazie a tale amore che essi imparano a vivere gli aspetti e le sfide della vita: dallo studio al lavoro, dalla preghiera agli affetti, dalla cura del corpo all’uso dei media. In tal modo diventano capaci di andare contro corrente rispetto alla mondanità.

   Specie durante le scuole di formazione essi ‘battezzano’ le loro unità con il nome di quei gen che,  nel corso di 42 anni di vita del loro Movimento, hanno dato una straordinaria testimonianza di coerenza. Come Chiara Luce: la prima di loro.

   Guardano a lei, affascinati dalla sua limpidezza, radicalità e felicità.

   Chiara Lubich, nell’aprile 1969, proponeva ai primi gen un altissimo programma di vita: la santità.

  “Meta ardua, si dirà. Sì, per coloro che pensano di doverla raggiungere tutta in una volta. Semplice (…) seppur non priva certo d’eroismo su tutti i fronti, per coloro che la vogliono raggiungere momento per momento, vivendo nel presente la volontà di Dio su di loro. (…).

   Un gen che non mira alla santità è un controsenso: non è generazione nuova. E nemmeno vecchia. È generazione morta.

    (…) Se Gesù sarà sempre in mezzo a tutti noi, egli, il Santo, ci contagerà della sua santità e, senza saperlo, molti di noi diverremo santi.

   Il Cielo ne godrà. La storia ne parlerà ed il Movimento Gen attuale resterà nei secoli come una grande scia luminosa, dietro la quale, felici ed attoniti, migliaia di giovani in tutte le epoche s’affolleranno”. (Colloqui con i gen, 1966/1969).

   Oggi tutti possono constatare che questo ‘programma’ non è rimasto utopia.

Geppina Pisani