La diocesi ricorda la Venerabile e futura Beata Chiara Badano – Ottobre 2009

Luce d'Amore - Onlus

La diocesi ricorda la Venerabile e futura Beata Chiara Badano – Ottobre 2009

Domenica 11 ottobre ad Acqui Terme e Sassello

 

Carissimi, il 7 ottobre 1990 moriva, a Sassello, Chiara “luce” Badano, che lʼanno scorso Papa Benedetto XVI ha dichiarato venerabile, cioè cristiana che ha esercitato in modo eroico le virtù. Ci auguriamo ormai vicino il giorno della sua beatificazione. Affinché tale avvenimento sia, per tutta la diocesi, unʼoccasione per rinnovare il nostro impegno di “cristiani credenti e credibili”, dobbiamo prepararci spiritualmente. Un significativo momento di tale preparazione sarà la giornata dedicata al suo ricordo e programmata per domenica 11 ottobre. Per offrire ad un maggior numero di persone la possibilità di parteciparvi è stata organizzata in due momenti: – al mattino, presso la Basilica dellʼAddolorata, alle ore 10,00, padre Florio Tessari, postulatore della causa di beatificazione, presenterà la figura di Chiara. Seguirà, in Cattedrale, la S. Messa, alle ore 12,00. – Al pomeriggio, a Sassello, nella chiesa parrocchiale della “SS.ma Trinità”, alle ore 15,30, ci sarà un momento di preghiera, seguito dal pellegrinaggio alla tomba della Serva di Dio. Vi attendo numerosi; attendo soprattutto i giovani!

+ Pier Giorgio Micchiardi Vescovo di Acqui

 

 

Quindi, a 19 anni dal suo ritorno alla casa del Padre, domenica 11 ottobre 2009, la diocesi di Acqui si ritroverà a ringraziare il buon Dio per il dono della Venerabile Chiara Badano. Perché è così importante la figura di Chiara “Luce” per la Diocesi e il nostro tempo? Lo abbiamo chiesto a Mons. Livio Maritano, vescovo emerito di Acqui, che seguì, sempre, Chiara: “Perché è una giovane di oggi che ha saputo vivere in grado eroico, nella normalità della vita quotidiana, i valori straordinari del Vangelo. Un faro luminoso nellʼattuale società così disorientata”. A che punto è la causa di beatificazione di Chiara?

 

Il Processo


Il processo per la causa di beatificazione di Chiara Badano iniziò lʼ11 giugno 1999, con lʼinchiesta diocesana di Mons. Maritano e si concluse il 21 agosto 2000, per poi passare alla fase romana, il 7 ottobre dello stesso anno. Nella rivista “Credere allʼamore” (N. 3 – settembre 2009 – Anno VI) i redattori Mons. Livio Maritano e Maria Grazia Magrini scrivono: «Il 15 gennaio 2009 i medici convocati dalla Congregazione delle Cause dei Santi hanno confrontato le relative valutazioni su un caso di guarigione attribuito allʼintercessione di Chiara, giungendo al giudizio unanime sulla non spiegabilità di tale guarigione con le sole forze della natura, secondo le conoscenze mediche. Il 20 maggio i Consultori teologi, a loro volta, hanno esaminato il nesso causale tra lʼinvocazione della Serva di Dio e lʼavvenuta guarigione, ravvisando unanimemente nel caso un miracolo operato da Dio per intercessione della Venerabile Chiara Badano. Nei prossimi mesi la suddetta relazione medica ed il voto dei Consultori teologi verranno sottoposti ad una ʻCongregazione ordinariaʼ di Cardinali e Vescovi, le cui conclusioni saranno comunicate al S. Padre che potrà decidere di promulgare il ʻDecreto sul miracoloʼ». E quindi, con la sua futura e non lontana beatificazione prolungherà la splendida scia dei Santi acquesi.

Chi era


Nacque a Savona il 29 ottobre 1971, visse sempre a Sassello (provincia di Savona, diocesi di Acqui) con il padre Ruggero, camionista, e la madre Maria Teresa, casalinga. Morì a Sassello nel 1990. Volitiva, tenace, altruista, di lineamenti fini, snella, grandi occhi limpidi, sorriso aperto, amava la neve e il mare, praticava molti sport. Aveva un debole per le persone anziane che copriva di attenzioni. A nove anni conobbe i ʻFocolariniʼ di Chiara Lubich ed entrò a fare parte dei ʻGenʼ. Terminate le medie, frequentò il liceo classico a Savona. A sedici anni, durante una partita a tennis, avvertì i primi lancinanti dolori ad una spalla: callo osseo la prima diagnosi, osteosarcoma dopo analisi più approfondite. Inutili interventi alla spina dorsale, chemioterapia, spasmi, paralisi alle gambe. Rifiutò la morfina che le avrebbe tolto lucidità. Si informava di tutto, non perdeva mai il sorriso. Alcuni medici, non praticanti, si riavvicinarono a Dio. La sua cameretta, in ospedale prima e a casa poi, divenne una piccola chiesa, luogo di incontro e di apostolato: “Lʼimportante è fare la volontà di Dio… è stare al suo gioco… Un altro mondo mi attende… Mi piaceva tanto andare in bicicletta e Dio mi ha tolto le gambe, ma mi ha dato le ali…” Chiara Lubich, che lʼha seguì, durante la malattia, in unʼaffettuosa lettera le pose il soprannone di ʻLuceʼ. Mons. Livio Maritano, vescovo dicesano, così la ricorda: “… Si sentiva in lei la presenza dello Spirito Santo che la rendeva capace di imprimere nelle persone che lʼavvicinavano il suo modo di amare Dio e gli uomini. Ha regalato a tutti noi unʼesperienza religiosa molto rara ed eccezionale“. Negli ultimi giorni, Chiara non riusciva quasi più a parlare, ma volle prepararsi allʼincontro con ʻlo Sposoʼ: si scelse lʼabito bianco, molto semplice, con una fascia rosa. Lo fece indossare alla sua migliore amica per vedere come le sarebbe stato. Spiegò anche alla mamma come doveva essere pettinata e con quali fiori essere addobbata la chiesa. Suggerì i canti e le letture della Messa e volle che il rito fosse una festa. Le ultime sue parole: “Mamma sii felice, perché io lo sono. Ciao!”. Morì allʼalba del 7 ottobre 1990. Da allora la sua tomba, a Sassello, è meta di pellegrinaggi, soprattutto da parte dei giovani: fiori, letterine, offerte per i ʻsuoiʼ negretti dellʼAfrica, richieste di grazie.

Progetto Bénin

Nel nome di Chiara Luce Badano, in Bénin (Africa), si sta realizzando unʼiniziativa umanitaria a favore dei bambini poveri: la costruzione di un ospedaletto e di una scuola materna in una parrocchia della diocesi di Cotonou. Appare significativo il fatto che Chiara, fin da piccola, inviasse i suoi risparmi proprio al Benin. Un caso? “No – risponde Mons. Maritano – nel disegno di Dio è la realizzazione di un meraviglioso progetto di amore che prosegue tuttora e ci dà lʼopportunità di fare del bene”.

L’Ancora – 11 ottobre 2009