Cilavegna accoglie la testimonianza sulla beata Chiara Luce

Luce d'Amore - Onlus

Cilavegna accoglie la testimonianza sulla beata Chiara Luce

Una giovane che ha affrontato la sua malattia con forza e coraggio affidandoci totalmente al Signore: venerdì 21 marzo al salone parrocchiale di Civalegna si è svolto il 5° incontro per giovani e famiglie. E’ stata presentata la figura della beata Chiara Luce Badano: presenti la vice postulatrice Mariagrazia Magrini e un carissimo amico di Chiara,Lorenzo Ceribelli.

Insieme hanno tracciato il suo profilo dal lato umano ma soprattutto spirituale, partendo dalla prima infanzia. “Già da bambina – hanno raccontato –  si distingueva per essere innamorata del Signore; era sempre pronta ad aiutare il prossimo tanto da desiderare di diventare medico per andare missionaria in Africa”. Inoltre ha sempre cercato di stare vicino ai compagni più sfortunati per aiutarli a sostenerli: era una ragazza brillante, vivissima e sportiva.  Nel 1980 entra a far parte del movimento Lubich  fondatrice del movimento, che la soprannominerà Chiara Luce. Nel 1985 si trasferisce da Sassello a Savona per frequentare il Liceo Classico. Tre anni dopo avverte un forte dolore alla spalla mentre gioca a tennis e poiché i dolori  alle ossa aumentano agli inizi del 1989 le viene diagnosticato  un osteosarcoma  con metastasi.

Subisce un primo intervento all’ospedale  Le Molinette di Torino e cicli di chemioterapia e radioterapia. Qui incontra anche il cardinale Saldarini, in visita ai malati.  Nel giugno del 1989 subisce un secondo intervento. Nonostante la malattia, continua a seguire le attività dei Focolarini: dona tutti i suoi risparmi ad un amico in partenza per  una missione nel Benin e fa lavoretti da donare in beneficenza.  Trascorre gli ultimi mesi a letto nella sua casa di Sassello insieme ai genitori, rimanendo in contatto con il Movimento tramite il telefono e continuando a studiare con lezioni private. Durante questo periodo riceve anche le visite di Mons. Livio Maritano.

Nell’agosto del 1990 prepara il suo funerale  considerandolo  una sorte di festa  di nozze. Muore la mattina  del 7 ottobre 1990: prima di morire aveva chiesto a sua madre di farle indossare  un abito bianco da sposa, per andare incontro al suo “sposo” Gesù.

Chiara è arrivata in Civalegna  grazie alla devozione di  Marcello Ugazio  che, con il permesso del parroco, ha posto una sua immagine in chiesa. Ha cominciato a destare curiosità. L’immagine è diventata sempre più grande con il tempo e la vita della Beata di Sassello diventa nota  a tutti. La sua figura a ispirato il parroco don Mario Tarantola tanto da dedicarle una serata e un posto in chiesa perché il carisma, la forza e la spiritualità di Chiara Luce possano  illuminare tanti giovani come lei.

Alessandro Lodigiani

 

( Settimanale diocesano, L’Araldo Lomellino – Marzo 2014)