Missione di Hêvié-Dénou

Luce d'Amore - Onlus

Missione di Hêvié-Dénou

Madre Rita ha visitato la Missione di Hêvié-Dénou (arcidiocesi di Cotonou) nel Bénin. La prima opera creata per realizzare il sogno di Chiara Badano: andare come medico in Africa.

Nell’incontro presso l’ufficio diocesano Terzo Mondo di Torino tra Mons. Nestor Assogba, Arcivescovo di Cotonou e Mons. Livio Maritano, Vescovo di Acqui e promotore della causa di canonizzazione, si prese la decisione di iniziare il Progetto. Nello stesso tempo si aveva scoperto che il denaro ricevuto per i 18 anni di Chiara era giunto proprio nelle mani del Vescovo Assogba, attraverso un volontario, e questo stimolava a partire.

Furono anni impegnativi; per realizzarlo si affrontarono molti sacrifici, ma ricchi di entusiasmo, con ferma fiducia nella Provvidenza. Purtroppo, dopo la distruzione quasi totale dell’Opera da parte dello Stato, attualmente e come già notificato, la situazione è molto, molto difficile.

Nel dispensario, sostenuto dall’Associazione Luce d’Amore-Onlus, le suore nonostante la scarsità di risorse e di mezzi, continuano a prestare servizio sanitario per i poveri e i più piccoli.

   Così ci scrive madre Rita:
   “Da poche settimane sono rientrata in Italia dopo aver visitato la Missione e controllato personal-mente il proseguimento della ricostruzione del dispensario Chiara Luce Badano, inaugurato il 6 agosto 2007.
   Nonostante le risorse limitate si era riusciti ad offrire, a costi accessibili, un servizio indispensabile alla popolazione della zona che dispone di poche strutture sanitarie. Purtroppo la parte del reparto ospedaliero il 19 gennaio 2018 è stata demolita dal governo locale per costruire una nuova strada, ad oggi non ancora realizzata.
   Abbiamo anche una piccola farmacia per fornire le medicine che, a seconda della situazione economica del paziente, sono consegnate gratuitamente o a prezzo ridotto.
   Informiamo che il 90% della popolazione si divide tra poveri e meno poveri, mentre solo il rimanente 10% si può definire autosufficiente economicamente.
   Grazie al sostegno dei benefattori, siamo riusciti a ricostruire una sala ricovero, parte degli ambulatori e un alloggio per le suore che vivevano in condizioni disagevoli.
   Si è risistemato il pozzo per procurare l’acqua potabile. Attualmente, a seguito della distruzione, esistono ancora difficoltà con l’erogazione dell’energia elettrica. A causa di questi continui black out, molte attrezzature sanitarie hanno subito gravi danni.
 Le necessità sarebbero tante, ma ciò che più preme è realizzare il Reparto maternità.
   La scarsità di servizi e di personale sanitario adeguato, le cure troppo costose e l’impossibilità di controlli prenatali, sono solo alcune delle cause che portano alla morte nel dare la vita. Occorre quindi realizzare, quanto prima, una sala parto con un locale per la degenza, non dovendosi ricoverare le neo mamme e i loro bambini con gli altri pazienti.
   Confidiamo nella Provvidenza che si esprime nella sensibilità finora dimostrata nel vivere la carità con la beata Chiara, verso i “suoi” piccoli.