In grato ricordo di Mons. Livio Maritano – Dicembre 2025
Pur non avendo goduto di un rapporto continuativo e approfondito, essendomi trasferito ancor giovane a Roma subito dopo la laurea in Filosofia, posso testimoniare, con viva commozione, di aver sperimentato con lui un rapporto discreto e intenso di profonda comunione in Gesù e di convinta condivisione di ideali e impegno ecclesiale.
Due ricordi, in particolare, si sono impressi nel mio cuore. Innanzi tutto, di quando da ragazzo impegnato nella vita parrocchiale a Cafasse, in Val di Lanzo, ebbi occasione d’incontrarlo e vederlo all’opera nella sua qualità di Vicario generale e Vescovo ausiliare di Torino a fianco del card. Michele Pellegrino. E poi di quando, essendo ormai docente presso l’Università del Laterano, lo incontrai, in compagnia di Mariagrazia Magrini, in occasione della Causa di beatificazione di Chiara Luce Badano.
Ripercorrendo quest’estate le pagine della Biografia di mons. Maritano che ci è stata donata da Mariagrazia, e insieme avendo letto per intero la sua bella tesi di laurea su Il pensiero filosofico di Leonardo da Vinci, licenziata a pieni voti e con lode, nel 1952, presso l’Università Cattolica di Milano, ho potuto compiere, per così dire, un pellegrinaggio della memoria che ha ridisegnato, davanti agli occhi del mio cuore, i tratti salienti del profilo spirituale, pastorale e culturale di una personalità di primo piano nella vita della Chiesa in preparazione e, più ancora, in attuazione del rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II.
Dalle note biografiche, dagli scritti e dal ministero di prete, docente e vescovo di mons. Maritano si staglia la figura di un “innamorato” di Cristo che mette a servizio della missione della Chiesa, per l’avvento del Regno di Dio nel mondo di oggi per tutti, i molteplici e ricchi talenti del suo cuore e della sua mente, con determinata e mite passione, con lucida e calda intelligenza, con umile e perseverante passione.
Non è un caso che Michele Pellegrino, senz’altro una delle figure più luminose e significative dell’episcopato a livello mondiale nell’opera decisiva e onerosa di recezione del Vaticano II nella vita della Chiesa locale, l’abbia voluto al suo fianco.
La storia, la formazione, l’impegno, gli ideali di mons. Maritano andavano da sempre in questa direzione. La stessa in cui egli ha continuato a camminare, con fedeltà e misura, nel suo ministero di Pastore della diocesi di Acqui.
La storia della recezione del Vaticano II può dunque senz’altro guardare a lui come a un esempio eloquente di fedeltà e creatività nel solco della profezia conciliare, senza clamori ma realtà locale.
In questo, mons. Maritano, col suo stile sobrio e gentile, continua a essere anche oggi per noi un maestro. Proprio nel senso in cui avevano imparato ad apprezzarlo i suoi studenti di un tempo, nel Seminario maggiore di Torino: «lui, in realtà, a scuola offre qualcosa di diverso – ricordano -, insegna ad essere». E non è di questo che oggi abbiamo tutti più che mai bisogno?
In una Chiesa che è impegnata a vivere l’apprendimento propiziato dal processo sinodale, per realizzare quella nuova fase nell’annuncio del Vangelo che il Vaticano II ha propiziato? In un mondo che – come auspica Edgar Morin – è sollecitato a «ripensare il pensiero» per affrontare nella speranza e con efficacia la policrisi che viviamo?
Non a caso mons. Maritano amava iniziare le sue lezioni di filosofia con le parole di Pascal: «L’homme, tout son devoir est de penser comme il faut». E per raggiungere questo ideale confessava la sua scelta di vita: «Gesù è, ed è stato sempre, il mio amore più grande». Sì: in Lui, in Gesù, la chiave di un nuovo pensiero all’altezza della sfida del nostro tempo. Per la Chiesa e per il mondo. Questa l’eredità preziosa che mons. Maritano ci lascia.
Un cordiale saluto a tutti!
+ Mons. Piero Coda
Segretario generale della Commissione teologica internazionale
Fonte: Credere all’Amore n.2 – Dicembre 2025 – Anno XXII
