Voci di riconoscenza e di supplica – Anno 2004

Luce d'Amore - Onlus

Voci di riconoscenza e di supplica – Anno 2004

Mi è stato dato un libro su Chiara Luce dopo l’operazione di un carcinoma papillifero e alla seconda chemioterapia.
La lettura della sua testimonianza mi è stata d’aiuto e di conforto per vedere questa malattia sotto un’altra ottica. Grazie!”. Silvana S.

Non sapete quanto mi avete donato quando, quel sabato sera avete parlato della “mia” Chiara Luce. Non riuscivo più a fermare le lacrime… Voglio ricominciare tutto di nuovo, facendo di questa esperienza un bellissimo inizio per dire, giorno per giorno, in ogni attimo il mio convinto sì per affidarmi completamente alle mani del Signore.
Ormai Chiara è diventata come il mio Angelo Custode, che splende come la stella più luminosa e più bella in un immenso cielo blu”. C. O. – Oria

Sono contenta di aver compreso da Chiara Luce che bisogna cercare di sopportare tutto come ha fatto lei e come Gesù, quando l’ hanno messo in croce. La vita di Chiara mi ha colpita molto: «Sarò santa se sono santa subito!». Silvia – Casale Monferrato

Chiara ha fatto il suo piccolo e grande miracolo anche qui, in una cittadina del sud. Ha dato a tutti noi, e specialmente a me, la forza di superare le difficoltà e le avversità della vita ad occhi chiusi, visto che in confronto a quello che è successo a lei non sono niente. Grazie di vero cuore per quello che ci avete donato: la vita e la voglia di vivere ogni giorno come se fosse il primo”.
F.

La figura di Chiara Luce ha attratto fin dal primo momento in cui l’ho conosciuta la mia attenzione. Mi ha colpito la semplicità della sua santità, normale e feriale; il suo intenso cammino ascetico nella sofferenza; il suo cristallino amore che evoca la mistica di S. Teresina. Sono convinto che la testimonianza di fede di Chiara Badano sia molto importante e significativa per i giovani. Reputo quindi necessario, soprattutto oggi, il non mettere sotto il moggio questa lampada, ma su un “lucerniere”, perché dia tanta luce”. Aldo Broccato, Ministro Provinciale OFM Cap. – Foggia

 

Ad Ischia, da quattro anni Antonella e Sandro desideravano un figlio. Al quarto mese di gravi-danza si scopre che la bimba attesa potrebbe avere gravi problemi per una malformazione al cranio. Il ginecologo prospetta la decisione di abortire. Ma i genitori, forti nella fede, scelgono la vita: la piccola è un dono di Dio; se deve tornare al Padre, sarà lui a chiamarla.Saputa la notizia, parenti e amici insieme al parroco affidano la piccola a Chiara Luce: si pensa anzi di imporle il suo nome. Tutta la famiglia parrocchiale si stringe ai genitori, mentre la rete di solidarietà si allarga in varie zone d’Italia. Antonella e Sandro ricorrono all’ospedale Gaslini di Genova. Nella città i membri del Movimento dei Focolari trovano per loro un alloggio; e quando giungono si premurano di non lasciar loro mancare nulla, dalla compagnia ai pasti preparati, alle visite in ospedale.  Per il 1° marzo è fissato il parto cesareo. Quello stesso giorno, ad Ischia, fin dalle 7 del mattino nella chiesa di S. Domenico viene esposto Gesù eucaristico. Tantissima gente accorre a chiedere la grazia per intercessione di Chiara Luce. La bambina nasce e subisce un intervento d’urgenza; ma sta benissimo. Il 24 marzo giunge ad Ischia, dove l’8 maggio, giorno della supplica alla Madonna di Pompei, in presenza della comunità parrocchiale, viene battezzata da Mons. Maritano. E’ una grande festa. Ed ha portato frutti sia spirituali che materiali. Infatti, il ricavato delle offerte, 2300 euro, sono stati devoluti alla Causa di beatificazione e al “Progetto Bénin-Chiara Luce Badano”. Comunità parrocchiale S. Domenico

Sono un giovane prete, coetaneo di Chiara Luce, da sempre affascinato dalla “freschezza della sua santità”. Spesso ho presentato questa “gigante” della vita spirituale a ragazzi e giovani che ho accostato per ragioni di ministero. Non nascondo che in alcuni momenti di difficoltà ho trovato la forza e la speranza interiore per andare avanti e procedere nella via che Dio ha segnato per me, invocando l’aiuto di Chiara. Affido la mia vita e il vostro lavoro alla “nostra” Chiara che ci guarda dal Cielo. La sua grande testimonianza sia davvero una “chiara luce” per la nostra vita!”.

 Chiara mi ha rafforzato nella fede e mi ha aiutato a capire meglio Dio. Matteo P.

Chiedo a Chiara di aiutarmi a seguire il suo progetto: divenire medico e aiutare i bambini dell’Africa con la sua stessa gioia e amore per gli altri”.  Maria L.

In quest’ultimo periodo ho avuto la grazia di vivere con un Gesù sofferente nei panni di mia madre gravemente inferma: chiedeva di essere amato attimo per attimo, in un annullamento totale di me stessa. All’inizio non è stato facile perché mi sentivo schiacciata da un tale peso che limitava la mia libertà, ma tutte le volte che lo amavo mi sentivo dentro una serenità e una forza indescrivibile.

 Quando la prima volta mamma fu portata in ospedale io sentii subito accanto a me come una presenza speciale che mi avrebbe sostenuto per tutto il tempo: era Chiara Luce! A lei ho affidato la mamma perché, lei per prima e poi noi tutti, potessimo vivere questa malattia come l’ha vissuta Chiara. E, infatti, così è stato.

   Durante la malattia, che ha visto varie fasi difficili da affrontare, con mia madre era un continuo ripetere: Per te, Gesù; ed un continuo chiedere a Chiara la sua protezione. Penso proprio che senza di lei sarebbe stato ancora più duro. Per noi era come avere accanto un angelo custode che prima di tutto mi suggeriva come comportarmi nei momenti più difficili. Tra i tanti, il funerale, che sentivo essere un matrimonio tra la mia mamma e Dio, proprio come lo è stato per Chiara Luce.

   Sono stati giorni intensi durante i quali ho sperimentato che tutto, veramente tutto è amore; anche e, soprattutto, il dolore.

   Amare Gesù Abbandonato in questa sofferenza ha fatto sì che il mio rapporto con Dio diventasse ancora più profondo e sentissi il suo amore di Padre, forte come non  mai. Amare, non solo nei miei confronti, ma verso tutta la mia famiglia. E, ora tutti insieme, respiriamo aria di Paradiso!”. Annarita Pilato