15° anniversario della partenza di Chiara Badano per il Cielo – Ottobre 2005

Luce d'Amore - Onlus

15° anniversario della partenza di Chiara Badano per il Cielo – Ottobre 2005

Festa a Sassello, 9 ottobre 2005

Dalle 10 del mattino centinaia e centinaia di persone, tra cui molti giovani, sono giunte a Sassello da ogni parte d’Italia per la “Festa di Chiara Luce”.

La pioggia che per giorni e giorni era scesa continua, intristendo il paesaggio, aveva lasciato il posto ad un cielo limpido e a un sole splendente. Era intervenuta Chiara presso Dio, il suo ‘papà buono’ che –come diceva convinta da piccola- «Fa piovere suo buoni e sui cattivi?». D’altra parte, senza questo ‘regalo’ come si sarebbe potuta effettuare la “Run4unity” (Corsa per l’unità), programmato in ogni parte del mondo nella medesima ora? Infatti, dalle ore 11 alle 12, scattava l’ appuntamento lanciato da migliaia di giovani per una staffetta della pace e della fraternità che ha coinvolto 330 città di 80 paesi. Ed anche Sassello, proprio nel ricordo di Chiara Luce, ne ha fatto parte

Dopo aver percorso le vie del paese, nella Piazza del Municipio, alla presenza del Sindaco, dei Vescovi, della Postulazione e di tutti i partecipanti –piccoli e grandi-, il parroco ha portato il suo saluto e, tra canti di gioia e battimani accompagnati dal suono dell’Angelus, uno stuolo di palloncini con l’immaginetta di Chiara Luce si è alzato in cielo, lanciando lontano il suo messaggio di gioia, di pace e di amore.

 

Alle 14,30 tutti si sono ritrovati nella palestra delle scuole per la presentazione di “Luce”: il récital creato dai ragazzi di Ischia, ispirati dalla loro esperienza cristiana e dalla scelta della Serva di Dio come modello di vita.
Tra canti, dialoghi, mimi e danze -unitamente alla proiezione di fotografie- lo spettacolo ha commosso e fortemente coinvolto il pubblico, nonostante l’impossibilità di oscurare la sala e di creare l’atmosfera necessaria alla scenografia.
Ciascuno ripeteva: “Il messaggio di Chiara Luce è passato ed è ciò che conta”. Plauso, quindi, ben meritato dai giovani; premio al loro generoso impegno.

 

   Ecco le riflessioni di Jennifer, ideatrice e  regista dello spettacolo:

«Il viaggio di tutti noi a Sassello è stato tutt’altro che un pellegrinaggio. E’ stato come  una visita in famiglia, quella famiglia che abbiamo riabbracciato dopo un anno, anche se sembrava che non ci fossimo lasciati mai. E’ la grande famiglia di Chiara Luce, che ormai si estende per tutta l’Italia e ben oltre.

   Chiara ci ha chiamati ancora una volta non solo ad irradiare il suo messaggio, ma a donare quella gioia, quella forza e quella coerenza che lei ha donato a noi. Anche quest’anno ha voluto che fossimo attivamente partecipi alla festa del suo anniversario, a 15 anni dalla sua nascita al Cielo. Ma questa volta ci ha chiesto di più: ha voluto che testimoniassimo con la nostra vita, la nostra sofferenza e il nostro saper perdere tutto (date le tante difficoltà di preparazione e di esecuzione), per aiutarci a capire se i rapporti tra di noi erano autentici o meno.  

 

  Ci ha chiesto la coerenza per essere cristiani autentici; di imparare a perdere per vivere solo dell’Essenziale. Lo spettacolo -che noi chiamiamo un “momento di comunione d’anima” perché ciascuno di noi deve esprimere quanto sente dentro- era anche ricco di effetti speciali: luci, suoni, coreografie… Chiara Luce, invece, ha permesso che tutto ciò non si potesse effettuare, ricordandoci che il superfluo non conta. Lei che aveva puntato all’Essenziale, ci chiedeva di fare così anche noi.

   Dello spettacolo iniziale non rimaneva più niente, o quasi: la coreografia e la scenografia erano ridotte al minimo; i canti potevano essere accompagnati solo da una chitarra; i video, per la troppa luminosità, si vedevano poco o niente… Però, i nostri cuori erano pieni di gioia e noi, dopo aver stravolto tutto, abbiamo dato ciò che Chiara ci domandava: noi stessi!

   Con il cuore in mano, come riuniti intorno al fuoco a cantare e raccontare storie, sembrava che il tempo si fosse fermato. Lei era lì con noi; era quel fuoco: ballava, cantava, parlava; e nello stesso tempo era accanto a chi l’aveva amata e l’ama. Ha toccata l’anima di ogni presente, anche di quelli più ‘distanti’, perché Chiara Luce è di tutti e si fa voler bene.

    A questo punto, la promessa fatta l’anno scorso –quella di voler tenere accesa la fiaccola che lei ci ha passato per portarla a tutti- sembra essere una possibile realtà. Abbiamo sperimentato la bellezza di essere semplici strumenti nelle mani di Dio, affinché Lui possa comunicare attraverso la nostra vita. Noi, dobbiamo solamente mettere da parte il nostro uomo vecchio, lasciar fare a Dio e seguire la luce di Chiara».

L’incontro “clou” della giornata, il centro della “Festa” è stata la S. Messa, celebrata alle 16,30 nella parrocchiale del paese, la chiesa di Chiara, da lei tanto amata, affollata come nel giorno del suo incontro con lo Sposo.

Quattro i Vescovi concelebranti, unitamente al padre Postulatore, a  molti sacerdoti e diaconi. La celebrazione, animata nei canti dal coro “Anima-Gospel” si è svolta in un’atmosfera coinvolgente, celestiale.  I giovani, parte attiva nella liturgia, hanno mostrato un’attenzione e una coralità vibrante di fede.

  Dopo l’omelia del Postulatore, padre Florio Tessari OFM Cap,   essi hanno condiviso la preghiera universale e le offerte all’altare, rappresentando il mondo dell’infanzia –tanto amato da Chiara-; la famiglia;  la Diocesi; il movimento dei Focolari. Una lampada accesa a Termoli da universitari appartenenti alla GIFRA (Gioventù Francescana) ha voluto deporla sull’altare per poi processionalmente recarla nella cappella del cimitero, ove riposa la Serva di Dio. Segno del loro desiderio di divenire anch’essi luce d’amore sulla scia della “loro” amica Chiara Luce.

La partecipazione corale di tutta l’assemblea alla S. Comunione ha lasciato un segno di grazia nei cuori di ogni presente e il silenzio del ringraziamento è stato ‘interrotto’ dalla lettura di tre ‘preziose’ missive, dono di Colui  che è bontà infinita: il telegramma del Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato, come voce del S. Padre e del Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi e il messaggio della ‘seconda mamma’ di Chiara Luce, Chiara Lubich.

Uno spontaneo e grande applauso ha ‘abbracciato’ i messaggi letti dal Vescovo e dalla Vicepostulatrice mentre, dopo la benedizione finale, la lampada accesa ha aperto il ‘pellegrinaggio’ orante alla tomba della Serva di Dio.

Quella piccola luce rimarrà come segno, in noi, della grande luce di Chiara e, accanto a lei, di quanto arde nei nostri cuori. Ci aiuti a non lasciala spegnere