Parlano di lei

Luce d'Amore - Onlus

Parlano di lei

 

 

La figura di Chiara Luce ha attratto fin dal primo momento in cui l’ho conosciuta la mia attenzione. Mia ha colpito la semplicità della sua santità, normale e feriale; il suo intenso cammino ascetico nella sofferenza; il suo cristallino amore che evoca la mistica di S: Teresina.
Sono convinto che la testimonianza di fede di Chiara Badano sia molto importante e significativa per i giovani. Reputo quindi necessario, soprattutto oggi, il non mettere sotto il moggio questa lampada, ma su un lucerniere, perché dia tanta luce”.

p. Aldo Broccato,
Ministro Provinciale OFM Capp.-Foggia

 

 

Intervista a p. Florio Tessari OFM Capp., Postulatore della Causa di beatificazione di Chiara Badano

Che cosa ha incontrato di speciale nella vita di Chiara?’

Per me è stata una felice sorpresa, perché avevo sentito parlare di lei, ma non la conoscevo. Ho cominciato a conoscerla quando ho letto parte della Positio, cioè quei due grossi volumi che sono stati presentati a Roma. Ecco, quello che mi ha colpito di questa creatura è stata la sua risposta a Gesù. Da quando l’ha conosciuto, fin da piccolissima, è entrata subito in sintonia con lui; e poi è cresciuta in questo rapporto profondo con Gesù, che l’ha fatta crescere ,non solo come ragazza, ma anche nella capacità di accogliere tutti gli avvenimenti della vita con uno sguardo sereno e forte. Quello sguardo serio che da serio, alla scoperta della malattia, è divenuto luminoso nella sua risposta: «Sì, Gesù: se lo vuoi tu, lo voglio anch’io!».

Per me con la sua vita Chiara è stata una maestra, una maestra che insegna: ha insegnato a me e insegna ai giovani di oggi, a vivere la giovinezza e l’adolescenza nella gioia piena. Perché? Perché aveva il cuore pulito, perché amava la vita, la natura…; perché amava. Un po’ come Francesco di Assisi che si inebriava di tutte queste cose belle che il Signore gli aveva dato, e viveva con questa bellezza del cuore, senza superficialità. Così, Chiara. Lei, in secondo luogo, è maestra di vita per il modo in cui è riuscita ad affrontare la sofferenza. Ed è meraviglioso come si è preparata alla morte: con la serenità del cuore, nella certezza dell’altro mondo che l’attendeva. E’ un S. Francesco di Assisi! Ha saputo dire a Gesù: ‘Sono nelle tue mani’ e abbandonarsi alla Sua volontà. Io sento tutta la grandezza di Chiara, di questa ragazza che ha vissuto brevemente ma con intensità unica la sua vita. E’ un capolavoro dello Spirito Santo, ora dato alla Chiesa e deposto nelle sue mani”.

 

Intervista al Sig. Dino Zunino, Sindaco di Sassello.

Come sente, il paese di Sassello, la storia di Chiara Luce?’

E’orgoglioso di avere avuto come cittadina questa ragazza meravigliosa. Noi che l’abbiamo co-nosciuta ne eravamo incantati, ma mai abbiamo pensato che sarebbe giunta a tal punto. Nulla però avviene per caso: oltre alle virtù ricevute dal Creatore, Chiara è nata in una famiglia con principi morali, e questo ha favorito ciò che ha poi realizzato. Talvolta nei paesi, purtroppo, si trova un po’ di scetticismo, che piano piano viene superato e si comprende il valore di un processo di beatificazione. Tutti, infatti, ci auguriamo che se ne arrivi presto alla conclusione”.

Chi è per lei Chiara Luce?

Vorrei avere una fede così profonda da poterla apprezzare sino in fondo, totalmente. Chiara è un esempio che tutti noi dobbiamo seguire. Come appena detto, ciascuno di noi ha delle potenzialità che a volte non vengono sviluppate, per pigrizia o per altri vari motivi. E noi dovremmo partecipare più spesso a queste giornate, proprio per tirar fuori di noi questi sentimenti. Certamente non siamo all’altezza di compiere ciò che ha fatto Chiara Badano e, forse, non abbiamo il suo coraggio. Tuttavia ci proponiamo di aiutare il prossimo, e in particolare chi è in necessità, augurandoci che Chiara ci illumini e ci dia la forza di superare le difficoltà . Seguendo il suo esempio, contiamo nel suo aiuto”.

 

Intervista a S. Ecc. Mons. Nestor Assogba, Vescovo Emerito di Cotonou – Bénin:

Mentre lei parlava del Centro Chiara Luce mi e venuta in mente questa domanda: Com’é il rapporto di quei bambini, di quelle famiglie e di quella comunità con Chiara?’

Non ho conosciuto Chiara Luce. Mi hanno detto che voleva aiutare i bambini del Bénin e, poiché sono un amico del Movimento dei Focolari, ho comunicato che avevo in progetto un centro per i bambini. Con i consigli di Mons. Maritano e gli aiuti delle diocesi di Acqui e di Torino lo abbiamo iniziato. Oggi stiamo terminando il dispensario-ambulatorio. In seguito inizieremo la costruzione di piccole case-famiglia, dove quattro o cinque bambini orfani o in stato di abbandono, andranno a viverci insieme ad una “mamma” che si prenderà cura di loro. Non sarà quindi un orfanotrofio, ma troveranno tanto affetto”.

 

■ Intervista a S. E. Mons. Livio Maritano, Vescovo Emerito della diocesi di Acqui:

Cosa l’ha spinto ad avviare il processo di beatificazione di Chiara Badano?


“L’insieme del suo modo di vivere, in particolare l’esempio straordinario da lei offerto nell’ultimo periodo di vita. L’ho potuta contattare alcune volte nel corso della malattia e molte conferme ho ricevuto dalle persone che la visitavano all’ospedale o in casa. Tutte testimonianze che confermavano l’altezza di spiritualità e il livello di amore a Dio che le dava la forza di affrontare la prova con una serenità che la portava a consolare quanti venivano con l’intento di confortarla.
Di che cosa era frutto tanta serenità? Evidentemente della sua unione con Gesù, dalla certezza di essere amata da Dio sicché tutto quello che egli stabilisce è per il nostro bene.
Ho constatato che la presentazione della testimonianza cristiana di Chiara costituiva un messaggio forte, una forma di evangelizzazione, per cui mi sono chiesto se era giusto tenere nascosta in una piccola diocesi un tesoro così grande, mentre si poteva renderlo accessibile a tutta la Chiesa. Non ho avuto quindi alcuna esitazione nel decidere: promuoviamo questa Causa!

Nell’Inchiesta diocesana abbiamo raccolto le deposizioni di 72 testimoni: pur non conoscendosi convergevano pienamente tra loro. Si è così potuta evidenziare che la sua santità non cominciò dal giorno della malattia ma si è sviluppata via via sin dalla fanciullezza, giungendo con tenacia a maturare una fortezza d’animo ed una granitica fiducia in Dio che le ha consentito di superare la difficoltà estrema che l’attendeva. Senza una grande grazia di Dio non si può spiegare il tipo di risposta da lei dato alla prova a cui il Signore l’ ha chiamata. Un modello affascinante, non solo per i giovani”.