“Aiutateci a ricostruire il Padiglione Ospedale”

Luce d'Amore - Onlus

“Aiutateci a ricostruire il Padiglione Ospedale”

A Hevié, frazione di Ouèdo (Cotonou), la prima opera creata in memoria di Chiara Luce il 19
e 20 gennaio è stata ferocemente abbattuta. Ecco la relazione inviataci da Madre Rita:

Le Suore di Nostra Signora della Visitazione, su richiesta del Vescovo Nestor Assogba, lavorano nel dispensario della missione di Hevié, realizzato da anni da Luce d’Amore ONLUS
e intitolato alla beata Chiara “Luce” Badano, onde  potenziarlo e fornire più servizi.

 

 

Esse operano con grande impegno e gioia, nonostante la scarsità delle risorse a favore degli ammalati, soprattutto i più poveri, che si rivolgono perché sanno di poter essere curati gratuitamente. La situazione finanziaria era già molto difficile per riuscire a pagare il personale che agisce nel dispensario e con estrema necessità di essere migliorato nei servizi per seguire i malati più gravi.

Questa struttura fu ed è punto di riferimento indispensabile per la popolazione; è il  risultato di tanti anni di lavoro svolto con grande fatica e amore dai Volontari dell’Associazione.  Purtroppo il reparto ospedaliero è stato abbattuto pochi giorni fa dal governo locale  per costruire una nuova strada.

La perdita di uno spazio dove ricoverare i più gravi ci impedisce di intervenire in tante situazioni in cui la possibilità di poter essere ricoverati può salvare la vita di una persona,  in modo particolare per i più piccoli. Quando siamo state informate della decisione  abbiamo presentato domanda per salvare una parte dell’Opera, però ci è stata rifiutata. 

Avevamo iniziato a demolirla da soli onde ricuperare del materiale utile, ma la distruzione è avvenuta in pochissimi giorni senza darci la possibilità di recuperare alcunché,  se non la copertura del tetto. Tutto è stato sfasciato con il bulldozer! Le persone che erano ricoverate sono dovute tornare a casa, mentre i più gravi sono stati alloggiati sotto una tettoia in attesa di trovare una sistemazione adeguata. 

Vittime innocenti, in modo particolare i bimbi ricoverati che non potevano tornare a casa  e che stiamo cercando di assistere, come ci è possibile fare.

Purtroppo l’estrema velocità e violenza di questa decisione politica ci ha devastati e nonostante i nostri tentativi di impedire questa vergogna è stata subito attuata causando un danno gravissimo non solo alle suore, ma soprattutto ai numerosi malati che ora sono senza un riferimento e un ricovero. Quando capitano disgrazie come questa la prima reazione sarebbe quella di andare via, purtroppo facendo così gli unici che ne soffrirebbero sono gli abitanti del quartiere ed è quindi nostro dovere continuare ciò che abbiamo sempre fatto.

Per questo motivo vi chiediamo di aiutarci a ricostruire un padiglione ancora migliore di quello che è stato distrutto, anche con un nuovo spazio per la maternità, pur se in una posizione diversa. Possiamo assicurarvi che non si ripeterà quello che è successo, perché intendiamo agire per avere la garanzia irrevocabile che le opere sociali vengano tutelate dallo Stato, che non è in grado di costruirne in quantità sufficiente. Purtroppo anche se venisse riconosciuto il nostro diritto di ricevere un compenso per quanto distrutto, sappiamo benissimo che la cifra sarà irrisoria e i tempi lunghissimi.

Con grande dispiacere dobbiamo violare la privacy dei ricoverati mostrandovi certe immagini: la vera vergogna non è mostrare chi soffre, ma di chi ha distrutto tutto ciò che si è fatto per alleviare le sofferenze dei più piccoli e dei più poveri. Anche in questo caso il detto africano che il povero ha sempre torto si è rivelato esatto!

   Grazie per quello che potete fare per questi nostri fratelli.

Un ringraziamento speciale va a Mariagrazia Magrini. Dopo la sua ultima visita in Bénin è rimasta in contatto e opera per il risollevamento di questa prima realizzazione attuata dall’Associazione Chiara Luce Badano in terra di missione.  E ancora più per il suo sostegno in questi giorni in cui vive con noi il dramma della distruzione: abbiamo pianto e pregato insieme. Insieme continuiamo a sperare!

   Il Signore benedica ciascuno di voi per il bene che fate e farete per questo popolo.

Madre Rita