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«Fugit irreparabile tempus»

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«Fugit irreparabile tempus»

Tra l’ottobre e il dicembre 1989 la Beata Chiara aveva ricevuto alcune lezioni private da un’insegnante di Lettere. In tale periodo dovette svolgere alcuni temi di italiano.

Uno dei due ritrovati scorre sulle righe di un foglio di protocollo, molto scolastico. In esso analizza, con semplicità disarmante, il nodo del malessere del nostro tempo e lucidamente indica il segreto di vivere bene il momento presente.
«(…) Spesso l’uomo non vive la sua vita perché immerso in tempi che non esistono: o nel ricordo e nel rimpianto del passato o proiettato nel futuro. In realtà allora l’unico tempo che l’uomo possiede è l’attimo presente che va vissuto interamente sfruttandolo appieno. Vivendo così certamente l’uomo si sente libero perché non è più schiacciato dall’angoscia del suo passato e dalle preoccupazioni per il suo avvenire (…)».

Questa adolescente fa con saggezza inusuale la sintesi di uno stile di vita a cui molti, non tutti, arrivano dopo anni e anni di confronto, vita vissuta, tentativi di capire e condividere, ricerca spirituale, cadute rovinose e resurrezioni inaspettate.
«(…) Certamente riuscire a raggiungere questo traguardo non è affatto semplice e richiede uno sforzo costante per rimanere in questa realtà. (…) L’unico modo per sfruttare al meglio il tempo è dare un senso ad ogni nostra azione, grande o piccola che sia.
L’uomo potrebbe dare un significato ad ogni cosa uscendo dal suo egoismo e valorizzando ogni sua azione in favore degli altri. (…).
Forse occorrerebbe dare una nuova intenzione ad ogni nostra mossa e certamente ci sentiremmo maggiormente realizzati e prenderemmo così coscienza del valore della nostra vita, dono prezioso che non può e non deve essere sciupato né bruciato in egoismi sterili e inutili ambizioni». [ Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis-vol. II, p. 293]

Sembra di poter ascoltare l’esile voce di Chiara che, senza se e senza ma, con la sicurezza di chi conosce, ci accompagna in questa riflessione. Convinta e fiduciosa.

Lo stesso aveva dovuto fare, svegliandosi da un sonno agitato una giovane donna, Paola.
Una nuova giornata, pensava, all’insegna della solitudine, conseguente alla recente separazione dal marito.
Perché? Ma come era potuto accadere? E come sarà ora il futuro? Quale baratro la aspettava, rifiutata, tradita, dipinta come una nullità, senza il coraggio di guardare in viso parenti, amici e colleghi?
I commenti li conosceva. Intorno c’era il vuoto creato ad arte. Ma Paola voleva reagire e, dopo settimane di sofferenza e di ricerca, aveva contato sulle sue forze e una certezza, l’unica: essere amata da Qualcuno lassù.

Stare sul treno della vita le imponeva una scelta: correre avanti e indietro, valutare il passato o il futuro, cosa le sarebbe servito? Il treno sarebbe arrivato comunque a destinazione nel tempo e nel luogo previsto. Meglio restare nel qui, ed ora.
Paola sapeva che avrebbe potuto contare sulle sue forze, spese nel momento presente. Riprendendo coraggio a questo pensiero si era convinta che sorridere, nonostante tutto, e dare valore alla sua esistenza, con o senza compagno di vita, offrendo la sua collaborazione e il suo impegno là dove era, l’avrebbe salvata dal baratro temuto.

Non avrebbe mai ringraziato abbastanza coloro che le avevano aperto lo scenario su questa scelta di vita. Non era poi vero che il sole continua a sorgere, qui ed ora, nonostante tutto?

Annamaria Gatti