Sarete miei testimoni

Luce d'Amore - Onlus

Sarete miei testimoni

Nella missione affidata dal Padre a Gesù ha un rilievo particolare la testimonianza: il modo di vivere – di pensare e volere, amare e agire – contribuisce con singolare efficacia a far conoscere la volontà di Dio. L’esempio di Gesù merita il totale compiacimento del Padre: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3,17).


A sua volta Gesù si adopera per formare il discepolo a seguire il suo comportamento. Ciò richiede la volontà di mettere in pratica il suo insegnamento: “Se uno mi ama osserverà la mia parola” (Gv 14, 23), in piena fedeltà alle sue scelte: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23).

La testimonianza infatti esige che il discepolo rispecchi l’esempio di Cristo: “Chi dice di dimorare in lui, deve comportarsi come lui si è comportato” (1 Gv 2,6).

La missione di Gesù è di essere luce per l’umanità: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

Egli è “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9). Questa stessa luce deve riflettersi nella vita dei discepoli. Gesù lo richiede con chiarezza: “Voi siete la luce del mondo. (…) Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,14.16).

È costante l’impegno di Gesù nel formare i discepoli ai singoli valori da lui vissuti. Dall’amore fraterno – “questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15, 12) – all’umiltà e al servizio: “Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo…Come il Figlio dell’uomo che non è venuto per essere servito, ma per servire” (Mt 20,26.28).

E dopo la lavanda dei piedi insiste: “Vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi” (Gv 13,15).

Come potremmo ritenerci cristiani se ricusiamo di aderire a questa sua insistente richiesta? Certo, avvertiamo tutta la nostra debolezza, ma Gesù ci rassicura indicandoci la sorgente di energia che, unita alla nostra volontà, rende praticabile quanto ci chiede: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni (…) fino agli estremi confini della terra” (At 1,8).

Disponendo di tale forza, Chiara si è adoperata sin dalla preadolescenza a “dare Gesù” col suo comportamento; più tardi, specie nel corso della malattia, vi unì l’annuncio esplicito, in particolare rivolto ai giovani, consegnando ad essi la “fiaccola” della sua generosa testimonianza: «La vita è una sola: vale la pena di spenderla bene».

† Mons. Livio Maritano