Il ricordo di mons. Pier Giorgio Micchiardi

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Il ricordo di mons. Pier Giorgio Micchiardi

Ho conosciuto Mons. Livio Maritano nel 1958 quando, giovane seminarista, ho iniziato il corso filosofico presso il Seminario di Torino, in Rivoli, dove egli insegnava storia della filosofia e parte della filosofia sistematica. Era un insegnante che si faceva seguire, perché molto chiaro e logico nell’esposizione. Famose erano le sue dispense, che ci facilitavano l’apprendimento del pensiero dei filosofi, grazie alla sottolineatura del nucleo centrale delle loro idee.

Mons. Maritano mi seguì, come insegnante, nei tre anni di liceo e nell’anno propedeutico alla teologia. Nell’ultimo anno di Seminario svolse anche il compito di Rettore.

Dal 1968 al 1979 mi seguì come Vicario generale e Vescovo ausiliare del Cardinal Michele Pellegrino, prima, e, poi, del Cardinale Anastasio Alberto Ballestrero. In quel periodo non ebbi molte occasioni di dialogo con lui, data la vastità della Diocesi di Torino, con i suoi impegnativi problemi pastorali e con un gran numero di preti e di diaconi operanti in essa. Quando però avevo necessità di confrontarmi con lui, lo ricordo sempre attento all’accoglienza e all’ascolto.

Nel periodo del suo ministero episcopale nella Diocesi di Acqui, lo incontravo in occasione delle sessioni dei Vescovi della Conferenza episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta. I suoi interventi erano sempre molto puntuali e mostravano la sua profonda conoscenza dei problemi e delle persone.

Provvidenza volle che il 9 dicembre 2000 il Santo Padre Giovanni Paolo II mi nominasse Vescovo di Acqui, succedendo, così, a Mons. Maritano, dimissionario per raggiunti limiti di età.

Il 4 febbraio 2001 ho iniziato il mio nuovo ministero ad Acqui, accompagnato, per un mese circa, dalla premura, sempre molto discreta, di Mons. Livio. Trasferitosi a Torino, ha sempre dimostrato attenzione ed affetto per la Diocesi. Ad Acqui ritornava volentieri per il Giovedì santo, in occasione della “Messa del crisma” e per la solennità di San Guido.

Al termine del suo mandato nella Diocesi acquese, lasciò alla comunità diocesana un prezioso documento, il Libro sinodale, frutto di un lavoro che coinvolse le persone, i gruppi, le associazioni, i movimenti operanti in Diocesi. Il documento mette bene in evidenza le principali problematiche pastorali particolarmente avvertite in questi tempi, con saggi suggerimenti per affrontarle in modo adeguato. In esso si ragiona anche dell’importanza delle “unità pastorali”, per il rilancio di un agire pastorale più attento alla comunione e alla missione. Il Libro si conclude con una precisa richiesta alla Diocesi: formulare un “piano pastorale diocesano”, in vista della “nuova evangelizzazione”. È quanto si è cercato di realizzare in questi anni, pur con numerosi limiti.

Pastore colto, zelante, attento ai problemi concreti dell’oggi, Mons. Livio non ha mai nascosto il suo profondo attaccamento al Signore Gesù (significativo il suo motto episcopale: “Jesus spes nostra” – Gesù nostra speranza) e la sua convinzione che il lavoro pastorale non può essere disgiunto dalla disponibilità del cristiano a lasciarsi trasformare dalla grazia di Dio. Per questo si è impegnato a mettere in evidenza alcune figure di cristiani che si erano distinti nella sequela di Cristo e che potevano essere di esempio per i credenti di oggi.

 

Tra queste ricordo due giovani nostre contemporanee, la martire Teresa Bracco e Chiara Badano. Di ambedue Mons. Livio diede inizio al processo canonico di beatificazione e canonizzazione ed ebbe la gioia di essere presente alla loro beatificazione.

L’aver presentato all’attenzione delle Chiesa particolare ed universale queste due giovani cristiane mette in evidenza la sensibilità pastorale di Monsignore nei confronti di un settore della pastorale, quella rivolta ai ragazzi e ai giovani, particolarmente urgente ai nostri giorni.

Tantissimi altri aspetti dell’agire della Chiesa sono stati seguiti con particolare impegno da Mons. Maritano: la pastorale familiare; quella delle vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione, la formazione dei cristiani laici; l’attenzione alle necessità dei meno abbienti e degli ammalati….

Un ricordo significativo conclude questa mia breve memoria: quando il quattro febbraio 2001 Mons. Livio mi accolse ad Acqui in occasione dell’inizio ufficiale del mio ministero in Diocesi, mi venne incontro sorridente sul sagrato della Cattedrale e mi diede da baciare il crocifisso che fu di San Giuseppe Marello, Vescovo di Acqui alla fine del XIX secolo.

Considero questo gesto un richiamo forte ad un aspetto fondamentale della vita del Vescovo: il riferimento alla croce di Gesù Cristo che ci salva. Mons. Livio ha vissuto anche l’aspetto crocifiggente del ministero episcopale, specialmente nell’ultimo periodo della sua vita terrena, ma ha sempre manifestato la sua fede profonda nel Cristo risorto.

Questa sua fede ho percepito nell’ultimo saluto sereno che ha rivolto a me e al Vicario generale, Mons. Paolino Siri, poche ore prima di morire, quando pregammo insieme e ci disse che ricordava con affetto tutta la Diocesi.

Il Signore l’ha chiamato a se nel tempo pasquale. Lo accolga nella gioia della sua gloria!

+ Pier Giorgio Micchiardi

Vescovo di Acqui